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lunedì 13 febbraio 2017

IL ROMANZO DEL SIGILLO NERO di Arthur Machen

Prologo

"Vedo che lei è un razionalista convinto" disse la signora. "Non ha udito che dicevo di aver vissuto esperienze ben più terribili? Anch'io ero scettica, ma dopo ciò che ho toccato con mano non posso più fingere di dubitare".
"Signora" replicò il signor Phillips, "nessuno riuscirà a farmi rinnegare la mia fede, né ammettere, per nessuna ragione, l'esistenza di triangoli aventi due lati".
"Lei è un po' affrettato", riprese la signora.
I Mondi Fantastici di Arthur Machen

da PIRAMIDE DI FUOCO di Arthur Machen




domenica 12 febbraio 2017

MISTERIOSE E MERAVIGLIOSE VILLE di F. Occhi e A. Garau

LA PITTURA PARIETALE

Dipingere vuol rendere visibile, attraverso l'uso del colore, la realtà e la sua rappresentazione. Pertanto si può affermare che, in generale, l'arte si palesa con la funzione di rappresentare il reale, ma poiché la mente umana non si ferma alla nuda e cruda realtà, per il bisogno di esprimersi e di differenziarsi, l'arte diviene linguaggio comunicativo e lo fa attraverso la rappresentazione. Ville Nel Veronese

da MISTERIOSE E MERAVIGLIOSE VILLE di Francesco Occhi e Augusto Garau



sabato 11 febbraio 2017

LUOGHI, SASSI E PIETRE MAGICI di Dino Coltro

Ogni paese conserva il luogo del mistero, circondato dalla paura e dal rispetto dei paesani, perché lì avviene qualcosa, in bene e in male, che non sanno spiegare. Di solito, si tratta di un pezzo di terreno incolto, ai margini dell'abitato, mai coltivato a memoria d'uomo. Dicono, in genere, che vi capitino, a intervalli di anni o di stagioni, fenomeni inspiegabili, oppure, si avverte più che sentire, un fluido che colpisce la fantasia e, insieme, l'animo della gente. Luoghi Magici

da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro



venerdì 10 febbraio 2017

I RIMEDI CASALINGHI di Francesco Guccini

L'orzaiolo, noiosa malattia che a volte colpisce l'occhio, è un'infiammazione delle ghiandole sebacee alla base delle ciglia. Più o meno così. Si può trattare con una pomata antibiotica. Di solito passa. Ma quando gli antibiotici non esistevano, o erano cosa remota, e l'oculista era una figura lontana e misteriosa?
Niente paura. Bastava guardare dentro una bottiglia d'olio. Continua

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



mercoledì 8 febbraio 2017

LA STORIA DELLA VECCHIA NUTRICE di Elisabeth C. Gaskell

Come sapete, bambini miei, vostra madre era orfana e figlia unica. Avrete anche sentito dire che vostro nonno era un uomo di chiesa sù nel Westmoreland, dove io sono nata. Io ero soltanto una ragazzina, e frequentavo la scuola del villaggio, quando un giorno vostra nonna venne a chiedere alla direttrice se c'era qualche alunna disposta a fare la bambinaia. Mi sentii molto orgogliosa, ve lo posso garantire, quando la direttrice fece il mio nome e mi descrisse come una ragazza forte, onesta e brava a cucire; disse che i miei genitori erano persone molto rispettabili, anche se erano poveri. Continua 

di Elisabeth C. Gaskell da IL VELO DISSOLTO



martedì 7 febbraio 2017

L'ALTRO DUELLO di Jorge Luis Borges

Sono ormai passati tanti anni da quando Carlos Reyles, figlio del romanziere, mi raccontò la storia ad Adrogué, una sera d'estate. Nel mio ricordo la lunga cronaca di un odio e il suo tragico finale si confondono adesso con l'odore medicinale degli eucalipti e la voce degli uccelli. Parlammo, come sempre, della intricata storia delle due patrie. Mi disse che dovevo sicuramente aver sentito nominare Juan Patricio Nolan, che si era conquistato fama di audace, di burlone e di scapestrato. Continua

da IL MANOSCRITTO DI BRODIE di Jorge Luis Borges




lunedì 6 febbraio 2017

IL POZZO E IL PENDOLO di Edgar Allan Poe

Impia tortorum longos hic turba furores
Sanguinis innocui, non satiata, aluit.
Sospite nunc patria, fracto nunc funeris antro,
Mors ubi dira fuit vita salusque tenent.
(Quartina composta per l'ingresso di un mercato
destinato a essere costruito dove aveva sede
il Circolo dei Giacobini a Parigi.)

Stremato... ero stremato fino alla morte per quella lunga agonia; e quando infine mi slegarono e mi fu permesso di sedermi, mi sentii venir meno. La condanna – la terribile condanna a morte – fu l'ultima frase che mi giunse distintamente alle orecchie. Poi le voci degli inquisitori sembrarono confondersi in un brusio indefinito, come in un sogno. Quel suono mi riportava alla mente l'idea di rivoluzione ma forse solo perché, nella mia fantasia, l'associavo al ritmo di una macina da mulino. Tutto ciò non durò che un istante: subito dopo non udii più nulla. Nondimeno, ancora per qualche attimo, vidi – ma con quale orribile esagerazione! – vidi le labbra dei giudici vestiti di nero. Continua

da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe



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