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Visualizzazione post con etichetta Ciclo di Kull di Valusia. Mostra tutti i post
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lunedì 16 novembre 2015

IL RE E LA QUERCIA

Prima che l'ombra via cacciasse il sole,
Già volavano i nibbi alti nel cielo;
Cavalcava Re Kull per il sentiero
Della foresta, con la spada al fianco;
Soffiava il vento mormorando al mondo:
"Cavalca Kull, cavalca verso il mare".
Poemi Conviviali

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


sabato 7 novembre 2015

L'ALTARE E LO SCORPIONE

" Dio delle tenebre  striscianti, aiutami!"
Un ragazzo slanciato era inginocchiato nell'oscurità, e il suo corpo pallido riluceva come avorio. Il pavimento di marmo polito era freddo, sotto le sue ginocchia, ma il suo cuore era ancora più freddo della pietra.
In alto, confuso con le ombre, si distingueva appena il soffitto di lapislazzuli, sostenuto da pareti di marmo. Davanti al ragazzo risplendeva un altare dorato, sul quale brillava una grande statua di cristallo: era uno scorpione, lavorato con un'abilità che trascendeva la semplice arte. Iconografia Antiebraica

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


lunedì 26 ottobre 2015

GLI SPECCHI DI TUZUN THUNE

Un paese selvaggio, misterioso, che giace
sublime fuori del Tempo, fuori dello Spazio.
POE

Arriva anche per i re il tempo della noia. L'oro del trono è ottone, le sete dei palazzi sono canovacci. Le gemme della corona splendono tristemente come ghiaccio nei mari grigi; le parole degli uomini sono chiacchiere vuote come i sonagli di un giullare e si ha la sensazione che ogni cosa sia irreale; persino il sole è rame, nel cielo, e la brezza degli oceani verdi non è più fresca.
Kull sedeva sul trono di Valusia e l'ora della noia era giunta anche per lui. La Noia

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard

giovedì 1 ottobre 2015

LE SPADE DEL REGNO PURPUREO

1.
Una quiete sinistra ammantava l'antica città di Valusia. Le ondate di calura danzavano da tetto a tetto e riverberavano contro i muri di marmo levigato. Nella debole caligine le torri purpuree e le cupole dorate impallidivano. Non c'era rumore di zoccoli sulle ampie strade lastricate a rompere il silenzio sonnolento, e gli scarsi passanti si affrettavano a sbrigare le loro faccende per ritirarsi subito dentro casa. La città assomigliava a un reame di fantasmi.

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


venerdì 4 settembre 2015

UN COLPO DI GONG

In qualche punto delle tenebre ardenti era nata una vibrazione debole e indistinta. Un pulsare sonoro, un sussurro senza origine, un'oscura cadenza tambureggiante come il battito di un cuore ardente nella tenebrosa oscurità.
L'uomo si agitò, riprendendo conoscenza sotto la spinta di quell'eco pulsante. Si sollevò a sedere, tendendo ciecamente le mani nel buio ardente, senza incontrare nulla. Dossier Kull

dal ciclo KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


sabato 15 agosto 2015

QUEST'ASCIA E' IL MIO SCETTRO

1
-A mezzanotte il re morirà!-
Colui che aveva parlato era alto, magro, di colorito scuro. Una cicatrice ricurva che partiva dalle labbra gli dava un aspetto insolitamente sinistro. Gli ascoltatori annuirono, con gli occhi scintillanti. Erano quattro: un grassone basso dagli occhi timidi, la mascella debole, gli occhi sporgenti in un'aria di perenne curiosità; un gigante cupo, peloso e primitivo; uno spilungone nervoso vestito da giullare, con negli occhi azzurri un lampo di luce che rasentava la follia; e un nano robusto, dalle spalle anormalmente larghe e dalle braccia lunghe. Una Recensione

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


sabato 25 luglio 2015

IL TESCHIO DEL SILENZIO

La gente lo chiama ancora il Giorno della Paura del Re. Perché Kull, re di Valusia dopotutto era un uomo. E' vero che non ci fu mai uomo più coraggioso di lui, ma ogni cosa ha un limite, anche il coraggio.
Naturalmente Kull aveva già conosciuto l'apprensione e i freddi mormorii della paura, gli improvvisi sussulti di orrore, e persino l'ombra del terrore sconosciuto. Ma queste sensazioni erano state minuscoli sobbalzi nelle ombre della mente, causate più che altro dalla sorpresa, da qualche terribile mistero, o da qualche cosa innaturale... più ripugnanza, che paura vera e propria. Perciò, quando ebbe paura, si trattò di un evento così raro che gli uomini ne marcarono il giorno. Kull e Conan

da IL TESCHIO DEL SILENZIO di Robert Ervin Howard


giovedì 23 luglio 2015

IL GATTO DI DELCARDES

Re Kull si recò, accompagnato da Thu, Capo del Consiglio, a vedere il gatto parlante di Delcardes, perché, anche se un gatto può vedere un re, no è dato a tutti i re di vedere un gatto come quello di Delcardes. Così Kull dimenticò le minacce di morte di Thulsa Doom, il Negromante e si recò da Delcardes.
Kull era scettico, e Thu era cauto e sospettoso senza sapere bene perché, ma anni di intrighi e trame o avevano reso bisbetico. Una Recensione

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


venerdì 26 giugno 2015

IL REGNO FANTASMA

1.
Lo squillo delle trombe diventò più profondo, come un'intensa marea dorata, come il rimbombo soffocato della risacca notturna contro le spiagge argentee di Valusia. La folla gridava, e le donne gettavano rose dai tetti, mentre il ritmico scalpitìo di zoccoli diventava più distinto e le prime file dell'imponente schieramento si presentavano nell'ampia strada bianca che girava attorno alla Torre dello Splendore e alle sue cupole dorate.

dal CICLO KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


lunedì 1 giugno 2015

ESILIO DA ATLANTIDE

Il sole era al tramonto. Un'ultima vampata scarlatta riempiva la regione e si stendeva come una corona di sangue sui picchi spruzzati di neve. I tre uomini che osservavano il morire del giorno assaporarono profondamente la fragranza del primo vento che giungeva dalle foreste lontane e poi si risolsero a compiti meno elevati. Uno dei tre riprese a cucinare selvaggina su un piccolo fuoco; dopo aver tastato con un dito la carne fumante, l'assaggiò con aria d'intenditore. Introduzione Al Fantasy

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


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