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Visualizzazione post con etichetta L'Aleph. Mostra tutti i post
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giovedì 19 settembre 2013

EPILOGO

All'infuori di Emma Zunz (il cui splendido argomento, tanto superiore alla sua timida esecuzione , mi fu dato da Cecilia Ingenieros) e di Storia del guerriero e della prigioniera che si propone d'interpretare due fatti degni di fede, i racconti di questo libro appartengono al genere fantastico.
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da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

giovedì 12 settembre 2013

L'ALEPH

a Estela Canto
 
O God, I could be bounded in a nutshell and count myself a King of infinite space.
Hamlet. II, 2
 
Bus they will teach us that Eternity is the Standing still of the Present Time,
a Nunc-stans (as the School call it); whic neither they, nor any else understand,
no more than they would a Hic-stans for a Infinite greatness of Place.
Leviathan, IV, 46
 
L'incandescente mattina di febbraio in cui Beatriz Viterbo morì, dopo un'imperiosa agonia che non si abbassò un solo istante al sentimentalismo né al timore, notai che le armature di ferro di piazza della Costituzione avevano cambiato non so quale avviso di sigarette; il fatto mi dolse, perché compresi che l'incessante e vasto universo già si separava da lei e che quel mutamenti era il primo d'una serie infinita. Leggilo Tutto
 

mercoledì 4 settembre 2013

L'UOMO SULLA SOGLIA

Bioy Casares portò da Londra un curioso pugnale dalla lama triangolare e dall'impugnatura a forma di H; il nostro amico Christopher Deway, del Consiglio Britannico, disse che tali armi erano d'uso comune nell'Indonesia. Il giudizio espresso lo spinse a ricordare che aveva lavorato in quel paese, tra le due guerre (ultra Auroram et Gangen, rammento che disse in latino, confondendo un verso di Giovenale).
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venerdì 30 agosto 2013

LE ANTILOPI A SEI ZAMPE

Di otto zampe dicono provvisto(o carico) il cavallo del dio Odin, Sleipnir, che è di pelo grigio e va per terra, per aria e per gli inferi; sei zampe attribuisce alle antilopi un mito siberiano.
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da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

mercoledì 28 agosto 2013

L'ATTESA

La vettura lo lasciò al numero quattromilaquattro di quella via del nordovest. Non erano ancora le nove della mattina; l'uomo notò approvando i platani maculati, il quadrato di terra ai piedi di ciascuno di essi, le decorose case con balconcino, la vicina farmacia, le scritte scolorite dei negozi di colori e cornici e di ferramenta. Su L'Aleph

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges


sabato 24 agosto 2013

I DUE RE E I DUE LABIRINTI

Narrano gli uomini degni di fede (ma Allah sa di più) che nei tempi antichi ci fu un re delle isole di Babilonia che riunì i suoi architetti e i suoi maghi e comandò loro di costruire un labirinto tanto involuto e aeduo che gli uomini prudenti non si avventuravano a entrarvi e chi vi entrava si perdeva. Leggilo Tutto

da L'ALEPH di Jorge  Luis Borges

martedì 20 agosto 2013

ABENJACAN IL BOIARI, UCCISO NEL SUO LABIRINTO

...sono paragonabili al regno, che edifica una casa
Corano, XXIX, 49

"Questa", disse Dunraven con un ampio gesto che non disdegnava le offuscate stelle e abbracciava il nero altipiano, il mare e un edificio maestoso e decrepito che sembrava una scuderia decaduta. "è la terra dei miei antenati". Unwin, il suo compagno, si tolse la pipa di bocca ad emise suoni modesti e approvatori.

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges Leggilo Tutto

domenica 11 agosto 2013

LA SCRITTURA DEL DIO

a Ema Risso Platero

Il carcere è profondo e di pietra; la sua forma, quella di un emisfero quasi perfetto, perché il pavimento (anch'esso di pietra) è un po' minore di un cerchio massimo, il che aggrava in qualche modo i sentimenti di oppressione e di vastità. Un muro lo taglia a metà; esso, benché sia altissimo, non tocca la volta. Leggilo Tutto

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

domenica 28 luglio 2013

LO ZAHIR

a Wally Zenner

A Buenos Aires lo Zahir è una moneta comune, da venti centesimi; graffi di coltello o di temperino tagliano le lettere NT e il numero due; 1929 è la data incisa sul rovescio. (A Guzerat, alla fine del secolo XVIII, fu Zahir una tigre; in Giava, un cieco della moschea di Surakarta, che fu lapidato dai fedeli; in Persia, un astrolabio che Nadir Shah fece gettare in mare; nelle prigioni del Mahdi, intorno al 1892, una piccola bussola avvolta in un brandello di turbante, che Rudolph Carl von Slatin tocco; nella moschea di Cordova, secondo Zotenberg, una vena nel marmo di uno dei milleduecento pilastri; nel ghetto di Tetuàn, il fondo di un pozzo.) Leggilo Tutto

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

sabato 20 luglio 2013

LA RICERCA DI AVVERROE'

S'imaginant que le tragédie n'est autre chose que l'art de louer...
Ernest Renan: Averroès, 48 (1861)

Abulgualid Mohammed Ibn-Ahmed Ibn-Mohammed Ibn-Rushd (un secolo avrebbe impiegato questo lungo nome a divenire Avveroè, passando per Benraist e per Avernriz, per Aben-Rassed e Filuis Rosadis) stendeva l'undicesimo capitolo dell'opera Tahafut-ul-Tahafut [Distruzione della distruzione] nel quale si afferma contro l'asceta persiano Ghazali, autore di Tahafut-ul-Falasifa [Distruzione della filosofia], che la divinità conosce solo le leggi generali dell'universo, quel che si riferisce alla specie, non all'individuo.

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

lunedì 15 luglio 2013

DEUTSCHES REQUIEM

Seppur egli mi togliesse la vita, in lui confiderò.
Giobbe, 13:15

Il mio nome è Otto Dietrich zur Linde. Uno dei miei antenati, Cristoph zur Linde, morì nella carica di cavalleria che decise la vittoria di Zorndorf. Il mio bisnonno materno, Ulrich Forkel, fu assassinato nella foresta di Marchenoir de franchi tiratori francesi, negli ultimi giorni  del 1870; il capitano Dietrich zur Linde, mio padre, si distinse nel'assedio di Namur, nel 1914 e, due anni dopo, nella traversata del Danubio.

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

sabato 29 giugno 2013

L'ALTRA MORTE

Un paio d'anni fa (ho perduto la lettera), Gannon mi scrisse da Gualeguaychù, annunciandomi l'invio di una versione, forse a prima in spagnolo, del poema The Past, di Ralph Waldo Emerson, e aggiungendo in un poscritto che don Pedro Damiàn, del quale conservavo qualche ricordo, era morto sere prima, d'una congestione polmonare. Leggilo Tutto


domenica 23 giugno 2013

LA CASA DI ASTERIONE

a Marta Mosquera Eastman

E la regina dette alla luce un figlio che
si chiamò Asterione

Apollodoro: Biblioteca, III, 1

So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punirò al momento giusto) sono ridicole. E' vero che non esco di casa, ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito) restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi né la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine. E troverà una casa come non ce n'è altre sulla faccia della terra. Leggilo tutto

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

domenica 16 giugno 2013

EMMA ZUNZ

Il quattordici gennaio del 1922, Emma Zunz, di ritorno dalla fabbrica di tessuti Tarbuch e Loewenthal, trovò in fondo all'ingresso una lettera, col timbro del Brasile, dalla quale seppe che suo padre era morto. La ingannarono, a prima vista, il francobollo e la busta; poi, la inquietò la calligrafia sconosciuta. Leggila Tutta

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges


sabato 15 giugno 2013

BIOGRAFIA DI TADEO ISIDORO CRUZ (1829-1874)

I'm looking for the face I had before the world was made.
Yeats: The winding stair

Il 6 febbraio del 1829, gli armati che, inseguiti da Lavalle, marciavano, provenienti da sud, per unirsi alle divisioni di Lopez, si fermarono in una fattoria il cui nome ignoravano, a tre o quattro leghe dal Pergamino; verso l'alba, uno degli uomini ebbe un incubo tenace: nella penonmbra della capanna, il confuso grido destò la donna che dormiva con lui. Leggilo Tutto

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

venerdì 7 giugno 2013

STORIA DEL GUERRIERO E DELLA PRIGIONIERA

A pagina 278 del libro La poesia (Bari, 1942), Croce, riassumendo un testo latino dello storico Paolo Diacono, narra la sorte e cita l'epitaffio di Droctulft; nei fui singolarmente commosso, e in seguito compresi perché. Droctulf fu un guerriero longobardo che, durante l'assedio di Ravenna, abbandonò i suoi e morì difendendo la città che prima aveva attaccata. Leggilo Tutto

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

mercoledì 5 giugno 2013

I TEOLOGI

Devastato il giardino, profanato i calici e gli altari, gli unni entrarono a cavallo nella biblioteca del monastero e lacerarono i libri incomprensibili, li oltraggiarono e li dettero alle fiamme, temendo forse che le pagine accogliessero bestemmie contro il loro dio, che era una scimitarra di ferro. Leggilo Tutto

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

giovedì 30 maggio 2013

IL MORTO

Che un uomo del suburbio di Buenos Aires, un tristo bravaccio senz'altre doti che l'infatuazione del coraggio, s'interni nei deserti battuti da cavalli della frontiera brasiliana e divenga capo di contrabbandieri, sembra a prima vista impossibile. A chi la pensa così, voglio narrare il destino di Benjamìn Otàlora, di cui forse non resta il ricordo nel quartiere di Balvanera e che morì secondo il suo stile, ucciso da un colpo di pistola, ai confini di Tio Grande do Sul. Leggilo su Google Libri

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

sabato 18 maggio 2013

L' IMMORTALE

Salomon saith: There is no new thing
upon the earth. So that as Plato had an
imagination, that all knowledge was but
remembrance; so Salomon giveth his
sentence, that all novelty is but oblivion.

Francis Bacon: Essay LVIII

A Londra, all'inizio del mese di giugno del 1929, l'antiquario Joseph Cartaphilus, di Smirne, offrì alla principessa di Lucinge i sei volumi in quarto minore (1715-1720) dell'Iliade di Pope. La principessa li acquistò; e in quell'occasione scambiò qualche parola con lui. Era, ci dice, un uomo consunto e terroso, grigio d'occhi e di barba, dai tratti singolarmente vaghi. Si destreggiava con scioltezza e ignoranza in diverse lingue; in pochi minuti passò dal francese all'inglese e dall'inglese a una misteriosa mescolanza di spagnolo di Salonicco e portoghese di Macao. Leggilo Tutto

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

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