da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
Cookies Alert
Questo Blog Contiene Cookies anche di terze parti su cui non si ha possibilità di operare. Te lo diciamo solo per romperti i coglioni, tanto l'alternativa sarebbe disdire internet e tornare al 1993.
Pagine
Visualizzazione post con etichetta Ciclo Celta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ciclo Celta. Mostra tutti i post
lunedì 29 settembre 2014
LA RAZZA PERDUTA
Coruruc gettò occhiate inquiete inotrno a sé e affrettò il passo. Non era un codardo, ma quel luogo non gli piaceva affatto. Tutt'intorno crescevano alti alberi, i cui rami ombrosi impedivano il passaggio della luce del sole. Il sentiero indistinto si snodava attorno a quei tronchi, a volte costeggiando il bordo di un burrone dove Coruruc poteva osservare in basso le cime degli alberi sottostanti. Di tanto in tanto, attraverso uno squarcio nella foresta, riusciva a vedere in lontananza le tenebrose colline che annunciavano la catena montuosa posta molto più a Occidente, quella delle Montagne della Cornovaglia. Bibliografia Howardiana
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
martedì 23 settembre 2014
LA RESURREZIONE DEL DIO GRIGIO
Un attimo dopo, quel matto dai capelli
rossi mi scrollava come un cane fa con un topo.
"Dov'è Maeve MacDonnal?", urlava.
Per tutti i Santi, è orribile udire un pazzo
che in un posto solitario, a mezzanotte,
urla il nome di una donna morta da trecento anni!
Racconto dello scaricatore
"Ecco il tumulo", dissi, posando la mano, un po' impacciato, su una delle rozze pietre che formavano un mucchio stranamente simmetrico.
Un interesse avido ardeva negli occhi scuri di Ortali. Il suo sguardo spaziò sul panorama, quindi ornò a posarsi sul grande mucchio di grosse pietre levigate dalle intemperie. I Weir di Hermiston
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
venerdì 19 settembre 2014
L'ISOLA DEGLI DEI
1.
La luce di un lampo abbagliò Turlogh O'Brien, e scivolò con un piede su una chiazza di sangue, mentre barcollava alle oscillazioni del ponte. Il rumore dell'acciaio rivaleggiava con i rombi del tuono, e grida di morte soverchiavano i muggiti delle onde e del vento. I guizzi incessanti dei lampi balenavano sui cadaveri insanguinati, e le gigantesche figure dagli elmi cornuti muggivano e sferravano colpi come Demoni in quella tempesta di mezzanotte, mentre la grande prua della nave torreggiava sulle onde. L'Opera Omnia
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
La luce di un lampo abbagliò Turlogh O'Brien, e scivolò con un piede su una chiazza di sangue, mentre barcollava alle oscillazioni del ponte. Il rumore dell'acciaio rivaleggiava con i rombi del tuono, e grida di morte soverchiavano i muggiti delle onde e del vento. I guizzi incessanti dei lampi balenavano sui cadaveri insanguinati, e le gigantesche figure dagli elmi cornuti muggivano e sferravano colpi come Demoni in quella tempesta di mezzanotte, mentre la grande prua della nave torreggiava sulle onde. L'Opera Omnia
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
martedì 9 settembre 2014
TURLOGH IL NERO
Perché stanotte si sguainano le spade,
e la torre dipinta delle orde pagane
s'inclina sempre più, poi crolla.
Chesterton
Il vento tagliente faceva turbinare la neve. Le onde ringhiavano sulla spiaggia tormentata e, più oltre, i lunghi frangenti plumbei gemevano incessantemente. Nell'alba grigia che si insinuava sulla costa del Connacht, procedeva un pescatore, un uomo rude come la terra che l'aveva generato. Continua
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
sabato 30 agosto 2014
IL CREPUSCOLO DEL DIO GRIGIO
Dalle gole dei monti, fra le fosche pareti che si ergevano su entrambi i lati, echeggiò una voce. All'uscita della gola, che dava su un precipizio colossale, Conn lo schiavo si girò su se stesso, ringhiando come un lupo in trappola.
Ero alto, massiccio eppure slanciato, e nelle sue spalle larghe e spioventi, nel petto enorme e villoso e nelle braccia lunghe e muscolose, dominava la componente selvaggia. Continua
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
Ero alto, massiccio eppure slanciato, e nelle sue spalle larghe e spioventi, nel petto enorme e villoso e nelle braccia lunghe e muscolose, dominava la componente selvaggia. Continua
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
sabato 23 agosto 2014
I VERMI DELLA TERRA
1.
"Piantate quei chiodi, miei soldati, e fate vedere al nostro ospite qual'è la giustizia di Roma!".
Chi aveva parlato si strinse nel mantello rosso che indossava e si appoggiò alla spalliera dello scranno come avrebbe fatto al Circo Massimo per assistere ai combattimenti dei gladiatori. La consapevolezza del potere improntava ogni suo movimento. Per un romano, l'orgoglio era fondamentale, e Tito Silla andava giustamente orgoglioso: infatti era il Governatore militare di Ebboracum, e come tale doveva rendere conto soltanto all'imperatore. Continua
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
sabato 21 giugno 2014
I RE DELLE TENEBRE
Il Cesare dormiva sul suo trono d'avorio...
E vennero le ferree sue legioni
a sconfiggere un Re in una terra ignota
e una razza senza nome
Il Canto di Bran
1.
Il pugnale si abbassò in un lampo d'acciaio. Un grido convulso terminò in un singulto. La figura sul rozzo altare si contorae, poi restò immobile. La selce acuminata penetrò nel petto insanguinato, e sottili dita macchiate di bruno strapparono il cuore ancora palpitante. Sotto le irsute sopracciglia bianche, gli occhi acuti brillavano ardenti e feroci. Leggine Ancora
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
E vennero le ferree sue legioni
a sconfiggere un Re in una terra ignota
e una razza senza nome
Il Canto di Bran
1.
Il pugnale si abbassò in un lampo d'acciaio. Un grido convulso terminò in un singulto. La figura sul rozzo altare si contorae, poi restò immobile. La selce acuminata penetrò nel petto insanguinato, e sottili dita macchiate di bruno strapparono il cuore ancora palpitante. Sotto le irsute sopracciglia bianche, gli occhi acuti brillavano ardenti e feroci. Leggine Ancora
da IL CICLO CELTA di Robert Ervin Howard
martedì 4 marzo 2014
IL TEMPIO DELL'ABOMINIO
"Fermi tutti!", grugnì Wulfhere Hausalifur. "Vedo luccicare una costruzione di pietra laggiù fra gli alberi... Per il sangue di Thor. Cormac! Ci stai forse portando in una trappola?".
L'alto gaelico scosse il capo, mentre un'espressione corrucciata gli rabbuiava il viso bieco, segnato da molte cicatrici.
"Non ho mai sentito dire che da queste parti ci fosse un castello; le tribù britanne dei dintorni non usano la pietra per costruire. Potrebbe essere una vecchia rovina romana,,,! Il Ciclo Celta
da IL CICLO CELTICO di Robert Ervin Howard
L'alto gaelico scosse il capo, mentre un'espressione corrucciata gli rabbuiava il viso bieco, segnato da molte cicatrici.
"Non ho mai sentito dire che da queste parti ci fosse un castello; le tribù britanne dei dintorni non usano la pietra per costruire. Potrebbe essere una vecchia rovina romana,,,! Il Ciclo Celta
da IL CICLO CELTICO di Robert Ervin Howard
Iscriviti a:
Post (Atom)