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Adesso, caro amico mio, bisogna che, a sconto dei vostri peccati, vi assoggettiate al supplizio di una lunga chiaccherata epistolare. Ve lo dico chiaramente che ho intenzione di punirvi di tutte le vostre impertinenze studiandomi di riuscire più noiosa e prolissa, incoerente ed evasiva che potrò. Eccomi imbottigliata in un sudicio pallone con un centinaio di persone della canaille in gita di piacere (che sorta di pazza idea ha del piacere certa gente!) e con la prospettiva di non toccare terra se non fra un mese per lo meno. Le Farse Umoristiche di Poe
Secondo le ultime notizie di Rotterdam, sembra che quella città sia in uno stato di grave commozione filosofica; e veramente i fenomeni vi si sono manifestati di un genere così inatteso, così assolutamente nuovo, così compiutamente in contrasto colle opinioni esistenti, da non lasciare alcun dubbio nel mio cervello che quanto prima tutta Europa debba essere in tumulto, tutti i fisici in agitazione, ogni senno alle prese coll’Astronomia.
A quello che si dice, il … di …, non mi rammento bene la data, moltissima folla, ignorasi precisamente a quale scopo, era raccolta nella gran Piazza della Borsa nella comoda città di Rotterdam. La giornata era calda in modo eccezionale per la stagione; alitava appena un leggero venticello, e alla gente non riesciva tanto spiacevole di sentirsi di quando in quando spruzzare da scosse d’acqua di breve durata, che venivano giù da enormi mucchi di nuvole sparsi in abbondanza per la volta celeste del firmamento. Ciò nonostante, verso mezzogiorno, un lieve ma notevole movimento si palesò nella moltitudine e fu seguito dal frastuono di dieci mila lingue; un minuto dopo, dieci mila visi si volsero al cielo, dieci mila pipe furono tolte dagli angoli di dieci mila bocche, e un urlo che poteva paragonandosi soltanto al ruggito del Niagara, risuonò lungamente, fortemente, furiosamente per tutta la città e per tutti i dintorni di Rotterdam. Continua
Il symposium della sera prima mi aveva stancato alquanto. Soffrivo di un antipatico mal di capo e cascavo dal sonno. Perciò pensai che, invece di passare la serata fuori di casa, come mi ero proposto, era più saggio mangiare un boccone e poi andarsene subito a letto. Naturalmente volevo mangiare qualcosa di leggero. Io adoro i crostini al formaggio. Ora, che uno ne mangi più di una libbra non è sempre una cosa ragionevole. Ma che cosa si può obbiettare al numero due? E da due a tre, la differenza non è, invero, che di una sola unità. Continua
Poco dopo l'imbrunire, una sera di vento dell'autunno del 18..., a Parigi, stavo godendomi la doppia voluttà della meditazione e di una buona pipa, in compagnia del mio amico Dupin, nella sua piccola biblioteca o gabinetto da studio, au troisième n. 33 Rue Dunot, Faubourg Saint-Germain.
Da un'ora almeno mantenevamo il più profondo silenzio; e a chi fosse sopraggiunto avremmo fatto l'effetto di essere intensamente ed esclusivamente occupati a contemplare le spirali del fumo che andavano offuscando l'aria della stanza. Continua
Sul finire dell'anno 1827, a Charlottesville, in Virginia, dove allora abitavo, feci
per caso la conoscenza di Mister Augustus Bedloe. Codesto giovane signore era una
persona interessante sotto ogni rapporto, e destava in me curiosità e un profondo
interesse. Ma non fui capace di spiegarmi la sua natura, sia fisica che morale. Della
sua famiglia non riuscii a saper nulla di soddisfacente. Né mai potei apprendere di
dove fosse venuto. Anche a riguardo della sua età - per quanto lo abbia chiamato
giovane singore - qualcosa c'era che mi lasciava non poco perplesso. Certo sembrava
giovane, ed egli stesso ci teneva a dirlo; capitavano tuttavia dei momenti che non mi
sarebbe stato difficile attribuirgli un centinaio d'anni. Ma nulla c'era di più singolare
in lui del suo aspetto. Continua
Molti anni or sono mi legai di stretta amicizia con un
tale William Legrand. Egli apparteneva a un’antica famiglia
ugonotta e una volta era stato ricco; ma una serie
di disgrazie l’aveva ridotto in miseria. Per sfuggirne la
mortificazione, decise di abbandonare New Orleans, città
dei suoi avi, e si trasferí nell’isola di Sullivan, presso
Charleston, nella Carolina meridionale.
Quest’isola è molto singolare. Consiste di poco altro
che sabbia marina, e ha circa tre miglia di lunghezza. In
larghezza non misura mai piú di un quarto di miglio. È
separata dalla terraferma da una gora appena visibile
che filtra attraverso una macchia fangosa di canne, ritrovo
favorito della gallina acquatica. La vegetazione,
come è facile supporre, vi cresce misera e nana. Non vi
si vedono alberi che possano dirsi propriamente tali.
Verso l’estremità occidentale, dove si trova il forte
Moultrie e qualche miserabile casuccia di legno, abitata,
l’estate, da gente che sfugge le febbri e la polvere di
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Charleston, s’incontra, è vero, il palmetto spinoso; ma,
fatta eccezione di questo punto occidentale e di una striscia
dura e biancastra sul mare, tutta l’isola è coperta da
una fitta macchia di mirto odoroso, tanto apprezzato dagli
orticultori inglesi. I cespugli, qui, raggiungono spesso
l’altezza di quindici o venti piedi e formano un folto
quasi impenetrabile, che appesantisce l’aria della sua
fragranza. Continua
"O cuore duro, o testone, o cocciuto, o vecchio arnese arruginito, crosta muffa che non sei altro, o decrepito selvaticone!" dissi tra me un pomeriggio al prozio Rumgudgeon, figurandomi anche di mostrargli il pugno.
Tutta immaginazione. Poiché in effetto c'era qualche differenza tra quanto gli dissi e quanto non ebbi il coraggio di dirgli; tra quello che feci e quello che avrei voluto fare. Continua
Es giebt eine Reihe idealischer Begebenheiten, die der Wirklichkeit parallel läuft. Selten failen sie zusammen.
Menschen und ZAfalle modificiren gewnlich die idealische Begebenheit, so dass sie unvolikommen erscheint, und ibre
Folgen gleichfalis unvollkommen sind. So bei der Reformation; statt des Protestantismus kam das Lutherthum hervor.
C'è tutta una serie di eventi ideali che si svolgono parallelamente ad eventi reali. Raramente coincidono. Uomini e casi
solitamente modificano la sequenza ideale degli eventi, così che essa appare imperfetta, e parimenti imperfette risultano
le conseguenze. Così accadde con la Riforma; in luogo del Protestantesimo, venne il Luteranesimo.
Novalis, Moralische Ansichten.
Sono pochi, anche fra i pensatori più pacati, coloro che non siano rimasti colpiti da una vaga e tuttavia
inquietante semicredenza nel soprannaturale, indotta da coincidenze in apparenza di così straordinaria natura che
l'intelletto non può accettarle come mere coincidenze. Simili sentimenti - giacché le semicredenze di cui parlo non
posseggono mai il pieno vigore del pensiero - di rado vengono totalmente repressi se non si fa riferimento alla teoria del
caso o, come si dice tecnicamente, al Calcolo delle Probabilità. Ora questo calcolo è, nella sua essenza, puramente
matematico; e pertanto ci troviamo di fronte a questa anomalia, che la scienza più rigorosamente esatta viene applicata
all'ombra e alla non-entità di quanto nella speculazione e meno tangibile. Continua
Le facoltà mentali che definiamo analitiche sono di per sé poco suscettibili di analisi. Le intendiamo a fondo unicamente nei loro effetti. Di esse sappiamo, tra l'altro, che per chi le possiede in misura straordinaria sono, sempre, fonte del più vivo godimento. Come l'uomo forte gode della propria prestanza fisica, dilettandosi di quegli esercizi che impegnano i suoi muscoli, così l'analista si compiace di quell'attività mentale che risolve. Trae piacere anche dalle occupazioni più banali, purché impegnino i suoi talenti. È appassionato di enigmi, di rebus, di geroglifici, facendo mostra nel risolverli di un acumen che a un'intelligenza comune appare soprannaturale. I risultati cui perviene, dedotti dall'anima stessa, dall'essenza del metodo, hanno, in verità, tutta l'aria dell'intuizione. La capacità di risolvere è probabilmente potenziata dallo studio della matematica e soprattutto del ramo più nobile di essa che impropriamente, e solo a causa delle sue operazioni a ritroso, è stato denominato analisi, quasi lo fosse par excellence. Eppure calcolare non è di per sé analizzare. Un giocatore di scacchi, ad esempio, calcola, senza ricorrere all'analisi. Continua
«La musique» dice Marmontel in quei Contes Moraux che in tutte le traduzioni insistiamo a chiamare Racconti Morali con una specie di irrisione verso lo spirito che li anima,... «la musique est le seul de talents qui jouit de soi même; tous les autres veulent des témoins». Qui egli confonde il piacere che deriva da suoni gradevoli con la capacità di crearli. Il talento per la musica è, non più di altri, capace di dare una gioia completa, anche quando non vi sia alcun altro ad apprezzare l'esercizio. Ed è solo insieme ad altri talenti che è in grado di produrre effetti che possono essere goduti pienamente in solitudine. L'idea che il narratore non è stato capace di chiarire, o ha sacrificato nella sua espressione alla passione di tutti i suoi connazionali per il point è, senza dubbio, la più sostenibile, e cioè che la musica di alto livello si apprezza più completamente quando si è del tutto soli. Continua