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Visualizzazione post con etichetta Fantasy. Mostra tutti i post
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domenica 18 febbraio 2018

BEREN E LUTHIEN a cura di Christopher Tolkien

Prefazione

Dopo la pubblicazione del Silmarillion nel 1977 ho trascorso diversi anni a indagare la genesi dell'opera e ho scritto un libro intitolato The History o f the Silmarillion che in un secondo momento, e in una forma più sintetica, ha gettato le pasi per i primi volumi della History of Middle-earth.
Nel 1981 ho intrattenuto un lungo scambio epistolare con Rayner Unwin, direttore della Allen and Unwin, spiegandogli a cosa stavo lavorando da tempo. All'epoca, lo informai, il libro era lungo 1968 pagine e largo 40 cm, ovviamente impubblicabile. Su Questo Libro Postumo

da BEREN E LUTHIEN a cura di Christopher Tolkien


martedì 3 ottobre 2017

IL TRONO DI SPADE 5° Tempesta Di Spade di George Raymond Richard Martin

PROLOGO

La giornata era grigia, gelida. I cani non riuscivano a fiutare la pista. La grande cagna nera aveva accostato il muso alle orme dell'orso un'unica volta, per poi arretrare di nuovo nel branco, tenendo la coda tra le gambe. I segugi si ammassavano tetramente gli uni contro gli altri sulla riva del fiume, mentre il vento li colpiva con aghi di gelo. Anche Chett lo sentiva pungente nonostante gli strati di lana nera e cuoio trattato. Faceva troppo freddo, sia per gli uomini sia per gli animali. Eppure loro erano là fuori. Continua

da IL TRONO DI SPADE 5° Tempesta Di Spade di George Raymond Richard Martin




lunedì 2 ottobre 2017

IL TRONO DI SPADE 4° La regina Dei Draghi di George Raymond Richard Martin

SANSA

-Più lo fai aspettare, peggio sarà per te- l'avvertì Sandor Clegane. Sansa cercò di affrettarsi. Inutile: le sue dita continuarono a impigliarsi tra nodi e bottoni. Il Mastino parlava sempre in tono rude ma, questa volta, nel modo in cui la stava guardando, c'era qualcosa che la riempiva di terrore. Che Joffrey avesse scoperto del suo incontro segreto con ser Dontos? -No, per pietà...No!- invocò silenziosamente nello spazzolarsi i capelli. Ser Dontos era la sua ultima speranza. - Devo essere graziosa. A joff piace che io sia graziosa. E gli piace che indossi quest'abito, e questo colore.- Si passò le mani sul corpetto, spianandone le grinze. Il tessuto le fasciava stretto il busto.

da IL TRONO DI SPADE - La regina Dei Draghi di George Raymond Richard Martin



martedì 19 settembre 2017

IL TRONO DI SPADE 3° Il Regno Dei Lupi di George Raymond Richard Martin

PROLOGO
La lunga chioma della cometa lacerava l'alba, un rosso squarcio sanguinante sugli aspri artigli di granito della Roccia del Drago, come una ferita del cielo dalle sfumature cremisi e violette.
Maestro Cressen rimase immobile sulla balconata spazzata dal vento su cui davano le sue stanze. Era là che arrivavano i corvi messaggeri, al termine di un lungo volo. I loro escrementi punteggiavano i doccioni alti dodici piedi che torreggiavano ai lati dell'anziano sapiente: rappresentavano un cerbero e un grifone, due dei minacciosi bassorilievi che incombevano a migliaia dalle mura dell'antica fortezza. Continua

da IL TRONO DI SPADE - Il Regno dei Lupi di George Raymond Richard Martin





lunedì 11 settembre 2017

IL TRONO DI SPADE 2° Il Grande Inverno di George Raymond Richard Martin

Il Portale del cavallo di Vaes Dothrak era costituito da due immani stalloni di bronzo, i cui zoccoli anteriori salivano a incontrarsi in un vertiginoso arco a sesto acuto a cento piedi dal suolo.
Deanerys non riuscì a comprendere per quale ragione la città sacra dei Dothraki avesse un portale, dal momento che non aveva mura e nemmeno edifici visibili. Eppure il portale s’innalzava immenso, bellissimo, e i grandi stalloni incorniciavano la lontana montagna di rocce purpuree che si levava più oltre. I cavalli di bronzo proiettavano lunghe ombre sull’ondeggiante mare d’erba quando khal Drogo, affiancato dai cavalieri di sangue, guidò il khalasar sotto la loro arcata e poi lungo la via degli Dei. Continua

da IL TRONO DI SPADE 2° Il Grande Inverno di George Raymond Richard Martin




venerdì 8 settembre 2017

IL TRONO DI SPADE 1° Il Trono di Spade di George Raymond Richard Martin

PROLOGO
Le tenebre stavano avanzando.
-Meglio rientrare.- Gared osservò i boschi attorno a loro farsi più oscuri. -I bruti sono morti.-
-Da quando hai paura dei morti?- C'era l'accenno di un sorriso sul volto di ser Waymar Royce.
Gared non raccolse. Era un uomo in età, oltre i cinquanta, e di nobili ne aveva visti andare e venire molti. -Ciò che è morto resta morto- disse -e noi non dovremmo averci niente a che fare.-
Il Sito Ufficiale

da IL TRONO DI SPADE 1° - Il Trono di Spade di George Raymond Richard Martin




martedì 20 settembre 2016

LA STORIA DI KULLERVO

Nei giorni (antichi della magia) (quando la magia era giovane ancora), un cigno cresceva la sua covata di piccoli presso le rive di un fiume che scorreva placido nella zona placido nella zona paludosa di Sutse, ricca di giunchi. Un giorno, mentre scivolava su quegli specchi d'acqua circondati da siepi di falasco, con dietro di sé, la fila ordinata dei suoi piccoli, un'aquila discese in picchiata dal cielo e, rialzandosi subito in volo, trasse via con sé, a Telea, uno dei suoi figli; il giorno seguente un falco possente gliene sottrasse un altro e lo portò a Kemenume. Una Recensione

da LA STORIA DI KULLERVO di John Ronald Reuel Tolkien




mercoledì 23 dicembre 2015

LA VALLE DEL GRANDE VERME

Voglio raccontarvi di Njord e del Grande Verme. E' una leggenda che già conoscerete in molte altre versioni, nelle quali l'eroe si chiama Tyr o Perseo, o Sigfrido, o Beowulf, o San Giorgio. Invece, fu Njord che affrontò l'orrenda Cosa demoniaca uscita strisciando dall'Inferno: e da quel combattimento nacque un lungo ciclo di saghe eroiche, tramandate per secoli fino a quando la sostanza stessa della verità andò perduta nel limbo di tutte le leggende dimenticate. Continua

da IL CICLO DI JAMES ALLISON di Robert Ervin Howard


lunedì 16 novembre 2015

IL RE E LA QUERCIA

Prima che l'ombra via cacciasse il sole,
Già volavano i nibbi alti nel cielo;
Cavalcava Re Kull per il sentiero
Della foresta, con la spada al fianco;
Soffiava il vento mormorando al mondo:
"Cavalca Kull, cavalca verso il mare".
Poemi Conviviali

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


sabato 7 novembre 2015

L'ALTARE E LO SCORPIONE

" Dio delle tenebre  striscianti, aiutami!"
Un ragazzo slanciato era inginocchiato nell'oscurità, e il suo corpo pallido riluceva come avorio. Il pavimento di marmo polito era freddo, sotto le sue ginocchia, ma il suo cuore era ancora più freddo della pietra.
In alto, confuso con le ombre, si distingueva appena il soffitto di lapislazzuli, sostenuto da pareti di marmo. Davanti al ragazzo risplendeva un altare dorato, sul quale brillava una grande statua di cristallo: era uno scorpione, lavorato con un'abilità che trascendeva la semplice arte. Iconografia Antiebraica

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


lunedì 26 ottobre 2015

GLI SPECCHI DI TUZUN THUNE

Un paese selvaggio, misterioso, che giace
sublime fuori del Tempo, fuori dello Spazio.
POE

Arriva anche per i re il tempo della noia. L'oro del trono è ottone, le sete dei palazzi sono canovacci. Le gemme della corona splendono tristemente come ghiaccio nei mari grigi; le parole degli uomini sono chiacchiere vuote come i sonagli di un giullare e si ha la sensazione che ogni cosa sia irreale; persino il sole è rame, nel cielo, e la brezza degli oceani verdi non è più fresca.
Kull sedeva sul trono di Valusia e l'ora della noia era giunta anche per lui. La Noia

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard

giovedì 1 ottobre 2015

LE SPADE DEL REGNO PURPUREO

1.
Una quiete sinistra ammantava l'antica città di Valusia. Le ondate di calura danzavano da tetto a tetto e riverberavano contro i muri di marmo levigato. Nella debole caligine le torri purpuree e le cupole dorate impallidivano. Non c'era rumore di zoccoli sulle ampie strade lastricate a rompere il silenzio sonnolento, e gli scarsi passanti si affrettavano a sbrigare le loro faccende per ritirarsi subito dentro casa. La città assomigliava a un reame di fantasmi.

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


venerdì 4 settembre 2015

UN COLPO DI GONG

In qualche punto delle tenebre ardenti era nata una vibrazione debole e indistinta. Un pulsare sonoro, un sussurro senza origine, un'oscura cadenza tambureggiante come il battito di un cuore ardente nella tenebrosa oscurità.
L'uomo si agitò, riprendendo conoscenza sotto la spinta di quell'eco pulsante. Si sollevò a sedere, tendendo ciecamente le mani nel buio ardente, senza incontrare nulla. Dossier Kull

dal ciclo KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


sabato 15 agosto 2015

QUEST'ASCIA E' IL MIO SCETTRO

1
-A mezzanotte il re morirà!-
Colui che aveva parlato era alto, magro, di colorito scuro. Una cicatrice ricurva che partiva dalle labbra gli dava un aspetto insolitamente sinistro. Gli ascoltatori annuirono, con gli occhi scintillanti. Erano quattro: un grassone basso dagli occhi timidi, la mascella debole, gli occhi sporgenti in un'aria di perenne curiosità; un gigante cupo, peloso e primitivo; uno spilungone nervoso vestito da giullare, con negli occhi azzurri un lampo di luce che rasentava la follia; e un nano robusto, dalle spalle anormalmente larghe e dalle braccia lunghe. Una Recensione

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


sabato 25 luglio 2015

IL TESCHIO DEL SILENZIO

La gente lo chiama ancora il Giorno della Paura del Re. Perché Kull, re di Valusia dopotutto era un uomo. E' vero che non ci fu mai uomo più coraggioso di lui, ma ogni cosa ha un limite, anche il coraggio.
Naturalmente Kull aveva già conosciuto l'apprensione e i freddi mormorii della paura, gli improvvisi sussulti di orrore, e persino l'ombra del terrore sconosciuto. Ma queste sensazioni erano state minuscoli sobbalzi nelle ombre della mente, causate più che altro dalla sorpresa, da qualche terribile mistero, o da qualche cosa innaturale... più ripugnanza, che paura vera e propria. Perciò, quando ebbe paura, si trattò di un evento così raro che gli uomini ne marcarono il giorno. Kull e Conan

da IL TESCHIO DEL SILENZIO di Robert Ervin Howard


giovedì 23 luglio 2015

IL GATTO DI DELCARDES

Re Kull si recò, accompagnato da Thu, Capo del Consiglio, a vedere il gatto parlante di Delcardes, perché, anche se un gatto può vedere un re, no è dato a tutti i re di vedere un gatto come quello di Delcardes. Così Kull dimenticò le minacce di morte di Thulsa Doom, il Negromante e si recò da Delcardes.
Kull era scettico, e Thu era cauto e sospettoso senza sapere bene perché, ma anni di intrighi e trame o avevano reso bisbetico. Una Recensione

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


venerdì 26 giugno 2015

IL REGNO FANTASMA

1.
Lo squillo delle trombe diventò più profondo, come un'intensa marea dorata, come il rimbombo soffocato della risacca notturna contro le spiagge argentee di Valusia. La folla gridava, e le donne gettavano rose dai tetti, mentre il ritmico scalpitìo di zoccoli diventava più distinto e le prime file dell'imponente schieramento si presentavano nell'ampia strada bianca che girava attorno alla Torre dello Splendore e alle sue cupole dorate.

dal CICLO KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


lunedì 1 giugno 2015

ESILIO DA ATLANTIDE

Il sole era al tramonto. Un'ultima vampata scarlatta riempiva la regione e si stendeva come una corona di sangue sui picchi spruzzati di neve. I tre uomini che osservavano il morire del giorno assaporarono profondamente la fragranza del primo vento che giungeva dalle foreste lontane e poi si risolsero a compiti meno elevati. Uno dei tre riprese a cucinare selvaggina su un piccolo fuoco; dopo aver tastato con un dito la carne fumante, l'assaggiò con aria d'intenditore. Introduzione Al Fantasy

da IL CICLO DI KULL DI VALUSIA di Robert Ervin Howard


martedì 28 aprile 2015

GLI ANTICHI PADRONI

Nell’ora del trionfo, al declinare,
stesa sui corpi sparsi di sua mano,
suicida dea sul proprio strano altare,
giace morta la Morte.
A.C. SWINBURNE

 Tornai lentamente alla vita… lentamente, lentamente. Ero circondato dalla nebbia, e in quella nebbia vidi un teschio… Mi trovavo in una gabbia d’acciaio, come un lupo prigioniero, e le sbarre –lo vedevo- erano troppo robuste anche per la mia forza. La gabbia era inserita in una specie di nicchia nel muro, in una grande camera. La stanza era sotterranea, poiché il pavimento era di lastre di pietra e le pareti e il soffitto erano formati da grandi congegni forse scientifici; altri stavano su un grande tavolo al centro del pavimento. Accanto al tavolo sedeva Kathulos. L'ombelico del Mondo

Da IL CICLO DI FACCIA DI TESCHIO di Robert Ervin Howard


mercoledì 22 aprile 2015

L'ALTARE DEL SACRIFICIO

E il lupo accerchiato allor si guardò intorno,
con gli occhi minacciosi, azzurro cupo.
Non ignaro del debito, egli disse:
"Posso ancora causar qualche ferita,
prima che sia il mio turno di morire".
MUNDY

Salii la scala come un lupo famelico. Circa sei metri più sopra c'era una specie di pianerottolo da cui partivano altri corridoi, simili a quello che avevo percorso. Pensai che il sottosuolo di Londra doveva essere pieno di simili passaggi segreti, l'uno sopra l'altro. Poco di sopra del pianerottolo, i gradini si interrompevano davanti a una porta. Esitai, indeciso se bussare o no. Una Bibliografia Italiana

da IL CICLO DI FACCIA DI TESCHIO di Robert Ervin Howard

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