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Sound Of Kostia

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domenica 31 luglio 2011

IL PAESE DOVE NON SI MUORE MAI

Un giorno, un giovane disse:- A me questa storia che tutti devono morire mi piace poco: voglio andare a cercare il paese dove non si muore mai. Saluta padre, madre, zii e cugini e parte.
Cammina giorni, cammina mesi, e a tutti quelli che incontrava domandava se sapevano insegnargli il posto dove non si muore mai: ma nessuno lo sapeva. Un giorno incontrò un vecchio, con una lunga barba bianca fino al petto, che spingeva una carriola carica di pietre. Gli domandò:
-Sapete insegnarmi dov'è il posto in cui non si muore mai?
-Non vuoi morire? Stattene con me. Finchè non ho finito di trasportare con la mia carriola tutta quella montagna a pietra a pietra, non morrai.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

Leggi tutto il racconto

IL CAMPO

Quando a Londra già si sono visti cadere i fiori primaverili, e l'estate è maturata e decaduta con quella rapidità con cui trascorre nelle città, e tuttavia siamo ancora a Londra, allora, in un momento imprevisto, la campagna solleva il capo fiorito e ci chiama con la sua voce chiara, urgente e imperiosa. Monti e colli paiono sorgere come sorgerebbero sull'orizzonte celeste le file angeliche di un coro deditoa riscattare le anime indurite dal vizio, strappandole dai loro tuguri.

da IL PAESE DELLLO YANN di Lord Dunsany

Il sito ufficiale del casato Dunsany

sabato 30 luglio 2011

IL LUPO E LE TRE RAGAZZE

C'era tre sorelle, a lavorare in un paese. Gli venne la notizia che la loro mamma, che abitava a Borgoforte, stava mal da morte. Allora la sorella maggiore si preparò due sporte con dentro quattro fiaschi e quattro torte e partì per Borgoforte. Per strada trovò il lupo che le disse:
-Dove corri così forte?-
-Da mia mamma a Borgoforte, che le è preso mal da morte.
-Cosa porti in quelle sporte?-
-Quattro fiaschi e quattro torte.-
Dàlle a me se no, alle corte, ch'io ti mangi è la tua sorte.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino Leggi tutta la fiaba

venerdì 29 luglio 2011

IL CONTADINO ASTROLOGO

Un Re aveva perduto un anello prezioso. Cerca qua, cerca là, non si trova. Mise fuori un bando che se un astrologo gli sa dire dov'è, lo fa ricco per tutta la vita.
C'era un contadino senza un soldo, che non sapeva né leggere né scrivere, e si chiamava Gàmbara.
-Sarà tanto difficile fare l'astrologo- si disse. -Mi ci voglio provare.- E andò dal Re.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

Ascolta la fiaba in podcast

giovedì 28 luglio 2011

IL PAESE DELLO YANN

Attraversato il bosco, scesi alla riva dello Yann, e là trovai, com'era stato profetizzato, la nave Uccello del Fiume, pronta a mollare gli ormeggi. Il capitano stava seduto, a gamb incrociate, sulla bianca coperta, la scimitarra al fianco, affondata nella sua guaina smaltata di pietre preziose; e i marinai scioglievano le agili vele per guidare la nave al centro dello Yann, e intanto cantavano vecchie canzoni di pace.

da IL PAESE DELLO YANN di Lord Dunsany

Una biografia di Lord Dunsany con un paio di e-book free

mercoledì 27 luglio 2011

LE TRE CASETTE

Una povera donna morendo chiamò le tre figliole e così parlò:- Figlie mie, fra poco sarò morta e voi rimarrete sole al mondo. Quando non ci sarò più fate così: andate dai vostri zii e fatevi costruire una casetta per ciascuna. Vogliatevi bene. Addio-. E spirò. Le tre ragazze uscirono piangendo.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino Leggi tutto il racconto

lunedì 25 luglio 2011

IL LINGUAGGIO DEGLI ANIMALI

Un ricco mercante aveva un filiolo a nome Bobo, sveglio d'ingegno e con gran voglia di imparare. Il padre lo affidò a un maestro assai dotto, perchè gl'insegnasse tutte le lingue.
Finiti gli studi, Bobo tornò a casa e una sera passeggiava col padre pel giardino. Su un albero, gridavano i passeri: un cinguettìo da assordare.
-Questi passeri mi rompono i timpani ogni sera,- disse il mercante tappandosi le orecchie.
E Bobo:- Volete che vi spieghi cosa stanno dicendo?
Il padre lo guardò stupito.-Come vuoi sapere cosa dicono i passeri? Sei forse un indovino?
-No, ma il maestro m'ha insegnato il linguaggio di tutti gli animali.
-Oh, li ho spesi bene i miei soldi!- disse il padre.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

Prenditi l'ebook!

venerdì 22 luglio 2011

CARCASSONNE

In una lettera di un amico che non ho mai visto,
uno di coloro che leggono i miei libri,
era citata questa frase:
-Quanto a lui, non è mai venuto a Carcassonne.-
Ne ignoro l'origine, ma su di essa ho scritto questo racconto.

Quando Camorak regnava su Arn,  e il mondo era più bello, egli indisse una festa per tutta la foresta per festeggiare lo splendore della sua giovinezza.
Dicono che la sua casa ad Arn fosse immensa e altissima, e il tetto era dipinto di azzurro; e quando calava la sera, gli uomini si inerpicavano su scale a pioli e accendevano le centinaia di candele che pendevano dal sottili catene. E dicono anche che a volte veniva una nube, e si infilava dall'alto di una delle finestre circolari, e avvolgeva la vetta dell'edificio, come la bruma del mare avvolge la cresta acuminata di una scogliera, dove un antico vento ha soffiato da sempre ( trascinando via migliaia di foglie e migliaia di secoli; le une e gli altri non significavano nulla per lui; non deve vassallaggio al tempo).

da IL PAESE DELLO YANN di Lord Dunsany

Una biografia di Lord Dunsany

giovedì 21 luglio 2011

IL GIOCATORE DI BILIARDO

C'era una volta un giovane che passava la giornata nel caffè, e sfidava tutti a biliardo. Un giorno, in un caffè, incontrò un signore forestiero:
-Facciamo una partita a biliardo?- gli disse il giovane.
-Facciamola.
-Cosa ci giochiamo?
-Se vince, le do mia figlia in sposa,- disse il forestiero.
Fecero la partita e vinse il giovane.
Il forestiero disse:- Bene. Io sono il Re del Sole. Presto le scriverò-. E nado via.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino - Un Incontro con Italo Calvino

mercoledì 20 luglio 2011

LA SPADA E L'IDOLO

Era un freddo e lento crepuscolo invernale nell'età della pietra; il sole era tramontato, fiammeggiante, dietro le piane di Thold; non una nuvola in cielo, solo il gelido azzurro e l'imminenza delle stelle; la superficie della terra addormentata cominciava ad indurirsi col freddo della notte. In quel momento si mossero nelle loro tane, si scossero e uscirono furtivamente quei figli della terra per cui è legge uscire a vagare appena calano le tenebre. Camminavano per la pianura zampettando silenziosi; i loro occhi brillavano nell'oscurità, e le loro traiettorie si intrecciavano.

da IL PAESE DELLO YANN di Lord Dunsany

Tre paginette ricche di informazioni su Lord Dunsany e sulla sua bibliografia

martedì 19 luglio 2011

DOVE SALE E SCENDE LA MAREA

Sognai d'aver commesso un atto orribile, tanto orribile, che mi fu negata sepoltura in terra e in mare, neppure v'era l'inferno per me.
Attesi alcune ore con questa certezza. Allora vennero i miei amici, e segretamente mi assassinarono, e con rito antico, fra grandi torce accese, mi portarono via.

da IL PAESE DELLO YANN di Lord Dunsany

Una biografia di Dunsany

IL VASO DI MAGGIORANA

C'era una volta uno speziale; era vedovo e aveva una figlia bella e cara che si chiamava Stella Diana. Stella Diana tutti i giorni andava a imparare il cucito da una maestra. In casa di questa maestra c'era una terrazza piena di vasi di fiori e piante, e tutti i pomeriggi Stella Diana andava ad annaffiare un vaso di maggiorana che le piaceva tanto.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino.

Tutte la fiabe di Calvino

lunedì 18 luglio 2011

I BIELLESI, GENTE DURA

Un contadino scendeva un giorno a Biella. Faceva un tempo così brutto che per la strade non si poteva quasi andare avanti. Ma il contadino aveva un affare importante e continuava ad andare a testa bassa, contro la pioggia e la tempesta.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

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sabato 16 luglio 2011

RE CRIN

Una volta c'era un Re che per figlio aveva un porco, che lo chiamavano Re Crin. Re Crin passeggiava per i reali appartamenti e di solito era molto educato, come si conviene a un reale personaggio, ma di tanto in tanto si metteva a far dispetti.
Gli disse il padre, carezzandolo sulla groppa:-Cos'hai, che sei così cattivo, cos'hai?- Re Crin si mise a grugnire:-Eu, eu, voglio moglie, eu, eu, voglio la figlia del panettiere!.-
Il re mandò a chiamare il panettiere, che aveva tre figlie, e gli chiese se sua figlia maggiore era disposta a sposare il suo igliolo porco. La figlia, tra il piacere di sposare il figlio del Re e il dispiacere di sposare un porco, si decise per il sì. Leggila Tutta

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

venerdì 15 luglio 2011

IL PRINCIPE CANARINO

C'era un Re e aveva una figlia. La madre di questa figlia era morta e la matrigna era gelosa della figlia e parlava sempre male di lei al Re. La ragazza, a scolparsi, a disperarsi; ma la matrigna tanto disse e tanto fece che il re, sebbene affezionato a sua figlia, finì per darla vinta alla Regina: e le disse di condurla pure via fuori di casa. Però doveva metterla in un posto dove stesse bene, perchè non avrebbe mai permesso che fosse maltrattata.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

Un approfondimento >>>

martedì 12 luglio 2011

CRIC E CROC di Italo Calvino

In un paese lontano c'era un ladro famoso che chiamavano Cric e non l'avevano potuto mai pigliare. Questo Cric voleva far conoscenza con un altro ladro che chiamavano Croc, famoso quanto lui, per far lega assieme. Un giorno Cric all'osteria mangiava al tavolo d' uno sconosciuto. Fa per guardare l'ora e vede che è rimasto senza orologio.
-Se costui m'ha rubato l'orologio senza che me ne sia accorto- pensa,-non può essere che Croc-, e gli ruba subito la borsa dei danari. Qundo lo sconosciuto fa per pagare e si trova senza borsa, dice al compagno:-Allora tu sei Cric.-
E l'altro:- E tu sei Croc.-
-Si.
-Bene, ruberemo insieme,- e fecero lega. Continua

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino



lunedì 11 luglio 2011

I DODICI BUOI di Italo Calvino

C'erano dodici fratelli che litigarono col padre tutti e dodici, e se ne andarono da casa. Si costruirono una casa nel bosco e vivevano facendo i falegnami. Ai genitori nacque una bambina e si consolarono con quella. La bambina crebbe senza mai aver conosciuto i dodici fratelli; ne aveva solo sentito parlare, e aveva una gran voglia di vederli. Continua

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino



sabato 9 luglio 2011

IL PAPPAGALLO di Italo Calvino

Una volta c'era un mercante che doveva partire per un suo viaggio ma aveva paura a lasciare a casa sola la figlia, perchè c'era un Re che le aveva messo gli occhi addosso.
-Figlia mia- le disse,- io parto, ma tu devi promettere che non metterai il naso fuori di casa e che non aprirai a nessuno, finchè io non sarò tornato.
Questa figlia aveva quel mattino visto su di un albero fuor della finestra un bel pappagallo. Era un pappagallo ben educato e la ragazza aveva preso a far con lui conversazione con gran divertimento.
Gli Animali Nelle Fiabe

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino



venerdì 8 luglio 2011

IL PRINCIPE CHE SPOSO' UNA RANA di Italo Calvino

C'era una volta un Re che aveva tre figli in età da prendere marito. Perchè non sorgessero rivalità sulla scelta delle tre spose, disse:- Tirate con la frombola più lontano che potete: dove cadrà la pietra là prenderete moglie.
I tre figli presero le frombole e tirarono.
Il più grande tirò e la pietra arrivò sul tetto d'un forno: ed egli ebbe la fornaia. Il secondo tirò e la pietra arrivò sulla casa di una tessitrice. Al piccino la pietra cascò in un fosso. Continua

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino




giovedì 7 luglio 2011

I TRE CASTELLI di Italo Calvino

Un ragazzo s'era messo in testa d'andare a fare il ladro. Lo disse a sua madre:- Non hai vergogna?- disse sua madre. - Vatti subito a confessare, e sentirai cosa ti dice il confessore.-
Il ragazzo s'andò a confessare. -Rubare è peccato, - gli disse il confessore, ù ma basta che tu rubi ai ladri e non è più peccato.-
Il ragazzo andò nel bosco e trovò i ladri. Bussò alla porta e si fece prendere come servitore.
-Noi rubiamo,- dissero i ladri - ma non facciamo peccato perchè andiamo a rubare dagli esattori delle tasse.

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

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lunedì 4 luglio 2011

IL CIMITERO DI PRAGA di Umberto Eco

1. Il passante che in quella grigia mattina.

Il passante che in quella grigia mattina del marzo 1897 avesse attraverato a proprio rischio e pericolo place Maubert, o la Maub, come la chiamavano i malviventi (già centro di vita universitaria nel Medioevo, quando accoglieva la folla degli studenti che frequentavano la Facoltà delle Arti nel Vicus Stramineus o rue du Fouarre, e più tardi luogo dell'esecuzione capitale di apostoli del libero pensiero come Etienne Dolet), si sarebbe trovato in uno dei pochi luoghi di Parigi risparmiato dagli sventramenti del Barone Hausmann, tra un groviglio di vicoli maleodoranti, tagliati in due settori dal corso della Bièvre, che laggiù ancora fuoriusciva da quelle viscere della metropoli dove da tempo era stata confinata, per gettarsi febbricitante, rantolante e verminosa nella vicinissima Senna. Continua

da IL CIMITERO DI PRAGA di Umberto Eco



E L'ALLUCE FU di Roberto Benigni

Caro e stimatissimo lettore, non era mai capitato prima. Tu ignori ciò che possiedi. Questo libro che hai appena acquistato per poche migliaia di lire appartiene a quella rarissima categoria degli autori "scritti" e non "scriventi".
Ci sono solo altri due casi nella stori: tutto il pensiero di Socrate e i Vangeli. In entrambi i casi gli autori non hanno mai scritto una riga, si sono limitati a declamare in vita i loro monologhi e le loro gag finché Paltone nel primo caso, e gli evangelisti nel secondo, non ne hanno fatto un libro.
Wikiquote

da E L'ALLUCE FU di Roberto Benigni



domenica 3 luglio 2011

LA BISCIA di Italo Calvino

Un contadino andava a segare il prato tutti i giorni, e a mezzogiorno le sue tre figlie di portavano da mangiare. Un giorno andò la prima, e quando fu nel bosco, essendo stanca, si sedette su una pietra a riposare. Appena si sedette, sentì un gran picchio sottoterra, e da sotto una pietra uscì una biscia.
La ragazza lasciò il cesto e, gambe aiutami!, scappò via: e quel giorno il padre restò a pancia vuota. Tornò a casa e sgridò le ragazze. Continua

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino




sabato 2 luglio 2011

LA BAMBINA VENDUTA CON LE PERE di Italo Calvino

Una volta un uomo aveva un pero, che gli faceva quattro corbe di pere all'anno. Accedde che un anno gli fece solo tre corbe e mezzo, e al Re bisognava portarne quattro. Non sapendo ome riempire la quarta corba, ci mise dentro la più piccina delle sue figliole, e poi la coprì di pere e foglie. Continua

da FIABE ITALIANE di Italo Calvino

venerdì 1 luglio 2011

NON C'E' GUSTO IN ITALIA AD ESSERE INTELLIGENTI di Roberto Freak Antoni

Vorrei, con il vostro consentimento, presentarvi un artista che non ha eguali e neppure qualcuno che gli somigli.
Cresiuto musicalmente nell'inferno del Bronx bolognese, dotato di un'ugola e di un alito davvero invidiabili, cultore del sottovuoto, collezionista di buone intenzioni, vate (o forse "water") del rock di seconda mano (cioè usato, cioè demenziale).

MASTROLINDO DELLA RETORICA
ATTILA DEL SAVOIR FAIRE
MESSNER DELL'UNDERGROUND
ROBERTO NELLA VITA

Un personaggio che porta sulle sue deboli spalle di gelataio il peso della cultura degli ultimi anni, quelli che contano. Freak Antoni.

da NON C'E' GUSTO IN ITALIA AD ESSERE INTELLIGENTI di Roberto "Freak" Antoni

Roberto Freak Antoni è un fine intellettuale che merita d'esser ricordato per aver creato con gli Skiantos il Rock Demenziale e molte altre cose che potete scoprire nella sua biografia >>>




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