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Sound Of Kostia

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venerdì 24 novembre 2017

LA BOTTE DI AMONTILLADO di Edgar Allan Poe

Avevo sopportato come meglio avevo potuto le mille offese di Fortunato. Ma quando egli si spinse sino ad insultarmi giurai vendetta. Voi però che ben conoscete la natura del mio animo non immaginerete certo che io possa avere espresso alcuna minaccia. Mi sarei vendicato col tempo; questo lo avevo ben stabilito, ma la determinazione stessa con la quale avevo deciso di agire precludeva ogni idea di rischio. Non soltanto dovevo punire, ma dovevo farlo senza riportarne danno. Un torto non è riparato, se la punizione ricade sul vendicatore; e rimane ugualmente inespiato, se il vendicatore non riesce a farsi riconoscere da colui che gli ha recato offesa. Continua

da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe




sabato 11 novembre 2017

SULL'UTILITA' DEL PIRATAGGIO INFORMATICO di Jean Yves Sparfel

da "Terminal", n°47, Parigi, 1989

Questo incontro di esperti informatici, provenienti da una dozzina di paesi diversi, ha deciso di riaffermare la necessità di un etica di libertà e di democrazia nel processo di informatizzazione della società e di confrontare le pratiche, gli obiettivi degli hackers di fronte alla repressione.
Chi sono questi hackers? Tre giorni, un ambiente particolare, ci hanno permesso di saperne di più. Continua

di Jean Yves Sparfel da CYBERPUNK Antologia di Autori Vari




venerdì 10 novembre 2017

IL GRANDE TIRATORE di Kurt Vonnegut

1
A tutti i non-nati, a tutti i nascituri, a tutti gli innocenti grumetti di indifferenziata nientità: Alla larga dalla vita!
Io me la sono beccata, la vita. Io mi sono ammalato di vita. Ero anch'io un batuffolo di indifferenziata nientità, e poi, pifff, s'è aperto improvvisamente uno spiraglio, uno spioncino. Luce e rumore si sono riversati dentro il nulla. Delle voci hanno cominciato a descrivere me e il mio ambiente. Non potevo reclamare, contro quello che dicevano, né ricorrere in appello. Continua

da IL GRANDE TIRATORE di Kurt Vonnegut




mercoledì 8 novembre 2017

XINAIAN di Howard Phillips Lovecraft

1.
Solamente in questi ultimi anni la gente ha smesso di considerare il West una terra nuova. Penso che l'idea abbia messo radici perché la nostra civiltà vi si è insediata da poco tempo; ma oggi gli esploratori scavano sotto la superficie e scoprono interi capitoli di vita che sorse e tramontò fra quelle pianure e tra quelle montagne prima dell'inizio della storia documentata.
Non pensiamo nulla di speciale di un villaggio Pueblo vecchio di 2500 anni, e non ci sentiamo scossi quando gli archeologi situano la cultura sub-pedregal del Messico nel 17.000 o nel 18.000 avanti Cristo. Cthulhu For America

da XINAIAN di Howard Phillips Lovecraft




sabato 4 novembre 2017

DOPO LUNGA E PENOSA MALATTIA di Andrea Vitali

Il telefono suonò poco prima di mezzanotte. Il dottor Carlo Lonati e sua moglie Elsa stavano dormendo. Aveva cominciato a soffiare un vento teso, freddo, piovigginava. Le drizze delle barche a vela ormeggiate nel molo tintinnavano. La donna dormiva sdraiata sul fianco sinistro. Ci vollero tre squilli prima che aprisse gli occhi. Scrutò il buio della stanza, i geometrici giochi della luce dei lampioni sul soffitto. Diede un colpetto di gomito al marito, il dottore russava. Una recensione

da DOPO LUNGA E PENOSA MALATTIA di Andrea Vitali




venerdì 3 novembre 2017

STORIE GIA' FATTE E STORIE DA FARE di Umberto Eco

"Siamo entrati nell'era dell'ipertesto". Si può avere un dischetto che contiene l'equivalente di una enciclopedia, o l'opera completa di un autore prolifico come san Tommaso, o addirittura un corpus di scrittori. Il vero vantaggio non è quello di poter comprimere una mole enorme di informazione: è che questa informazione non occorre necessariamente "sfilarla" tutta, perché vi si viaggia attraverso, come un ferro da maglia in un gomitolo di lana. Continua

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco



martedì 31 ottobre 2017

LA PROCESSIONE DEI MORTI di Dino Coltro

Una credenza, diffusa in tutta Europa, sostiene che i Morti tornano in processione a visitare periodicamente i luoghi della loro passata esistenza. Per alcuni questo ritorno non è altro che una forma di espiazione dei peccati commessi in vita; da noi prevale la credenza che essi tornino alla loro casa per nostalgia, per amore dei loro cari ancora vivi. In Sicilia

da GNOMI ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro





domenica 29 ottobre 2017

LE SCARPE di Francesco Guccini

Il fatto è che le scarpe (parlo di quelle da uomo) non si potevano rivoltare, come una giacca o un cappotto, ma la preziosità dell'oggetto era di pari valore, se non superiore. Non potevi comprarne un paio nuovo ad ogni mutar di stagione, e le curavi, le tenevi care, le spazzolavi usando lucidi magici e forza di gomito. Un'intervista.

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



giovedì 26 ottobre 2017

LA VITA di Dino Buzzati

Per il famoso certificato andai agli uffici. Nel salone degli sportelli c'erano già cinque lunghe file pressapoco di uguali dimensioni. Scelsi quella che mi pareva più corta. Contai: dinanzi a me stavano 27 persone. Poi mi accorsi che la fila più vicina, sebbene di pari lunghezza, si sarebbe esaurita più rapidamente: questo perché erano appena 22, solo che occupavano più spazio perché grassi o con bagagli. Ma non feci in tempo a traslocare: ai 22 della fila vicina se ne aggiunsero di colpo altri 8, entrati nella sala quasi insieme. Continua

da SIAMO SPIACENTI DI di Dino Buzzati




martedì 24 ottobre 2017

IL LIBRO DEI BALTIMORE di Joël Dicker

prologo
Domenica 24 ottobre 2004
Un mese prima della Tragedia

Domani, mio cugino Woody entrerà in carcere. Vi passerà i prossimi cinque anni della sua vita.
Sulla strada che conduce dall'aeroporto di Baltimore a Oak Park, il quartiere della sua infanzia dove sto andando a raggiungerlo per il suo ultimo giorno di libertà, lo immagino presentarsi davanti al cancello dell'imponente penitenziario di Chesire, nel Connecticut. Continua

da IL LIBRO DEI BALTIMORE di Joël Dicker




domenica 22 ottobre 2017

L'AUTOSTOP di Francesco Guccini

Noi, allora, mica balle, andavamo sulla strada, alzavamo il pollice e, coraggiosi e spavaldi, facevamo l'autostop. Per andare all'avventura, per recarci nei paesi del Nord Europa dove c'erano branchi di bellissime ragazze bionde disinibite. Lasciavamo casa, parenti, amici, le lasagne della mamma e andavamo via, per il gusto di andare via, con l'autostop. Continua

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



lunedì 16 ottobre 2017

ALBUM BUZZATI di Lorenzo Viganò

Il 16 ottobre 1906 era un martedì. Il Corriere Della Sera, che allora era formato da otto fogli zeppi di notizie per la maggior parte brevi, senza fotografie né titoli di rilievo, costava cinque centesimi ed era diretto da Luigi Albertini, quel giorno non riportava nulla di eclatante, nulla che sarebbe passato alla storia. Il fondo di prima pagina era dedicato al piano di rinnovamento e potenziamento delle forze armate proposto dal ministro della Guerra, mentre tra le altre notizie spiccavano la soppressione degli ufficiali d'ordinanza, lo scandalo del professore di filosofia che si era abbandonato a dichiarazioni antipatriottiche e antimilitariste durante il Congresso socialista, la visita al Museo egizio di Torino da parte del re arrivato in auto da Racconigi, e la partenza del presidente del Consiglio Giolitti per Cavour. Una Biografia

da ALBUM BUZZATI di Lorenzo Viganò




domenica 15 ottobre 2017

IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI di Carlos Ruiz Zafón

1
Quella notte sognai di tornare nel Cimitero dei Libri Dimenticati. Avevo di nuovo dieci anni e mi svegliavo nella mia vecchia stanza avvertendo che la memoria del viso di mia madre mi aveva abbandonato. Nel modo in cui si sanno le cose nei sogni. sapevo che la colpa era mia e soltanto mia perché non meritavo di ricordarlo e perché non ero stato capace di renderle giustizia.
Dopo un po' entrava mio padre, allarmato dalle mie urla di angoscia. Mio padre, che nel sogno era ancora giovane e aveva tutte le risposte del mondo, mi abbracciava per consolarmi. Poi, quando le prime luci dipingevano una Barcellona di vapore, uscivamo. Mio padre, per qualche motivo che non riuscivo a comprendere, mi accompagnava soltanto fino al portone. Lì mi lasciava la mano e mi faceva capire che quello era un viaggio che dovevo intraprendere da solo. Continua

da IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI  di Carlos Ruiz Zafón






sabato 7 ottobre 2017

I DUE AUTISTI di Dino Buzzati

A distanza di anni, ancora mi domando che cosa si dicevano i due autisti del furgone scuro mentre trasportavano la mia mamma morta al cimitero lontano. Era un viaggio lungo, di oltre trecento chilometri, e benché l'autostrada fosse sgombra, il nefasto carro procedeva lentamente.
Noi figli seguivamo in macchina ad un centinaio di metri e il tachimetro oscillava sui sessanta-settantacinque, forse era perché quei furgoni sono costruiti per andare lentamente ma io penso che facessero così perché era la regola, quasi che la velocità fosse una irriverenza ai morti, che assurdità, io avrei invece giurato che a mia mamma sarebbe piaciuto correre via a centoventi all'ora, la velocità se non altro l'avrebbe illusa che era il solito spensierato viaggio estivo per raggiungere la nostra casa di Belluno. Continua

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati



mercoledì 4 ottobre 2017

LA MALEDIZIONE DI YIG di Howard Phillips Lovecraft

Nel 1925 mi recai nell'Oklahoma, in cerca di tradizioni popolari e di leggende sui serpenti, e ne ritornai con un terrore per questi ultimi che mi perseguiterà per tutto il resto della mia vita. Riconosco che è sciocco, perché esistono spiegazioni naturali per tutto ciò che vidi e udii; mi domina però egualmente. Se non ci fosse stato altro che quella vecchia storia, non sarei rimasto tanto scosso. Il mio lavoro di etnologo specializzato negli indiani d'America mi ha fatto conoscere le leggende più stravaganti, e so anche che i bianchi di animo semplice sono in grado di battere i pellirosse, quando si tratta d'invenzioni fantasiose. Continua

da XINAIAN di Howard Phillips Lovecraft




martedì 3 ottobre 2017

IL TRONO DI SPADE 5° Tempesta Di Spade di George Raymond Richard Martin

PROLOGO

La giornata era grigia, gelida. I cani non riuscivano a fiutare la pista. La grande cagna nera aveva accostato il muso alle orme dell'orso un'unica volta, per poi arretrare di nuovo nel branco, tenendo la coda tra le gambe. I segugi si ammassavano tetramente gli uni contro gli altri sulla riva del fiume, mentre il vento li colpiva con aghi di gelo. Anche Chett lo sentiva pungente nonostante gli strati di lana nera e cuoio trattato. Faceva troppo freddo, sia per gli uomini sia per gli animali. Eppure loro erano là fuori. Continua

da IL TRONO DI SPADE 5° Tempesta Di Spade di George Raymond Richard Martin




lunedì 2 ottobre 2017

IL TRONO DI SPADE 4° La regina Dei Draghi di George Raymond Richard Martin

SANSA

-Più lo fai aspettare, peggio sarà per te- l'avvertì Sandor Clegane. Sansa cercò di affrettarsi. Inutile: le sue dita continuarono a impigliarsi tra nodi e bottoni. Il Mastino parlava sempre in tono rude ma, questa volta, nel modo in cui la stava guardando, c'era qualcosa che la riempiva di terrore. Che Joffrey avesse scoperto del suo incontro segreto con ser Dontos? -No, per pietà...No!- invocò silenziosamente nello spazzolarsi i capelli. Ser Dontos era la sua ultima speranza. - Devo essere graziosa. A joff piace che io sia graziosa. E gli piace che indossi quest'abito, e questo colore.- Si passò le mani sul corpetto, spianandone le grinze. Il tessuto le fasciava stretto il busto.

da IL TRONO DI SPADE - La regina Dei Draghi di George Raymond Richard Martin



sabato 30 settembre 2017

RAGAZZA CHE PRECIPITA di Dino Buzzati

A diciannove anni, Marta si affacciò dalla sommità del grattacielo e, vedendo di sotto la città risplendere nella sera, fu presa dalle vertigini.
Il grattacielo era d’argento, supremo e felice in quella sera bellissima e pura, mentre il vento stirava sottili filamenti di nubi, qua e là, sullo sfondo di un azzurro
assolutamente incredibile. Era infatti l’ora che le città vengono prese dall’ispirazione e chi non è cieco ne resta travolto.
Dall’aereo culmine la ragazza vedeva le strade e le masse dei palazzi contorcersi nel lungo spasimo del tramonto e là dove il bianco delle case finiva,cominciava il blu del mare che visto dall’ alto sembrava in salita. E siccome dall’ oriente avanzavano i velari della notte, la città divenne un dolce abisso brulicante di luci; che palpitava. Continua

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati





martedì 26 settembre 2017

DISCORSO D'APERTURA DELL'ICATA 89 di Lee Felseistein

da Terminal, n°47, 1989, Parigi

Ad Amsterdam, in sede di apertura del congresso, ha dichiarato:

1) i tecnologisti operano delle scelte che pongono dei limiti alle azioni politiche. Questo potere implica una responsabilità che dobbiamo assolutamente assumere col fine di includervi tutti i cittadini.

2)La gerarchia è un mito estremamente potente. Nell'era delle informazioni, il capo è colui che controlla le reti delle informazioni e che esercita quindi la minaccia fisica tramite interposta persona (la polizia). Nessuna organizzazione funziona secondo una stretta gerarchia. Quelle che ben funzionano comportano una messa in moto di reti d'informazione longitudinali e orizzontali attraverso le quali il necessario passaggio informativo si effettua in maniera informale.

di Lee Felseistein da CYBERPUNK Antologia di Autori Vari



lunedì 25 settembre 2017

LA VERITA' SUL CASO DI MISTER VALDEMAR di Edgar Allan Poe

Non presumo certo di essere meravigliato che il caso straordinario del signor Valdemar abbia suscitato discussioni. Sarebbe un miracolo se, date le circostanze, questo non fosse avvenuto.
Il desiderio di tutte le parti interessate a tener la cosa segreta, almeno per ora o in attesa di aver altre occasioni d’investigare, e i nostri sforzi per riuscirvi, hanno dato luogo a dicerie monche ed esagerate che, diffondendosi tra il pubblico, sono state causa di molte spiacevoli falsità e, naturalmente, di molto discredito.
Si rende ora necessario che io racconti i fatti, almeno come li capisco io. Eccoli, in succinto. In questi ultimi tre anni, a varie riprese, mi sono sentito attirato dal soggetto del mesmerismo; e circa nove mesi fa a un tratto mi balenò l’idea che, nella serie degli esperimenti fatti sino a oggi, vi fosse una notevolissima e inesplicabile lacuna: finora nessuno era stato magnetizzato “in articulo mortis”. Continua

da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe



mercoledì 20 settembre 2017

IL BUCATO di Francesco Guccini

Oggi ci sono i detersivi.
Sono polveri magiche, hanno dentro additivi miracolosi, pozioni chimiche segrete che estraggono lo sporco (anche quello più cattivo, più difficile da estirpare) dalle fibre più intime e lo annientano, lo prendono a schiaffi, lo fanno scomparire. E ogni tanto un detersivo scopre una nuova formula più potente per cui quello vecchio, in confronto, faceva scappare da ridere. Vivi Con Stile

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



martedì 19 settembre 2017

IL TRONO DI SPADE 3° Il Regno Dei Lupi di George Raymond Richard Martin

PROLOGO
La lunga chioma della cometa lacerava l'alba, un rosso squarcio sanguinante sugli aspri artigli di granito della Roccia del Drago, come una ferita del cielo dalle sfumature cremisi e violette.
Maestro Cressen rimase immobile sulla balconata spazzata dal vento su cui davano le sue stanze. Era là che arrivavano i corvi messaggeri, al termine di un lungo volo. I loro escrementi punteggiavano i doccioni alti dodici piedi che torreggiavano ai lati dell'anziano sapiente: rappresentavano un cerbero e un grifone, due dei minacciosi bassorilievi che incombevano a migliaia dalle mura dell'antica fortezza. Continua

da IL TRONO DI SPADE - Il Regno dei Lupi di George Raymond Richard Martin





venerdì 15 settembre 2017

LE ANGUANE di Dino Coltro

Le credenze sulle Anguane (Angane, Agnis, Fane, Vivane ecc. secondo le zone) sono numerose e diffuse sopratutto nell'arco alpino. "A Cortina le Anguane stavano sopra Cadin, montgna che è a nordest del paese. A Lagusin, sotto Loreto Basso, avevano fama di bravissime, famose; persino lavoravano e ricamavano di notte. Vi è qualcuno che conserva fazzoletti ricamati da esse! a Cortina invece si chiama la liscia delle Anguane  il bucato mal riuscito, appunto per la loro abitudine di far tutto di notte, il che è impossibile che riesca bene". Una Leggenda

da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro



mercoledì 13 settembre 2017

LA TORRE EIFFEL di Dino Buzzati

Quando lavoravo nella costruzione della Torre Eiffel, quelli si erano tempi. E non sapevo di essere felice. La costruzione della Torre Eiffel fu una cosa bellissima e molto importante. Oggi voi non potete rendervene conto. Ciò che è oggi la Torre Eiffel ha ben poco a che fare con la realtà di allora. Intanto, le dimensioni. Si è come rat­trappita. Io le passo sotto, alzo gli occhi e guardo. Ma stento a riconoscere il mondo dove vissi i più bei giorni della mia vita. I turisti entrano nell'ascensore, salgono alla prima terrazza, salgono alla seconda terrazza, esclamano, ridono, prendono fotografie, girano pellicole a colori. Po­veracci, non sanno, non potranno mai sapere. Si legge nelle guide che la Torre Eiffel è alta trecento metri, più venti metri dell'antenna radio. Anche i giornali dell'epoca, prima ancora che cominciassero i lavori, dicevano cosi. E trecento metri al pubblico sembravano già una pazzia. Continua

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati



martedì 12 settembre 2017

CYBERPUNK! di Mark Downham

da VAGUE n.21 Londra 1988

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SIAMO SU UN ASCENSORE PER L'INFERNO. E STIAMO ANDANDO GIU'
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NEL CYBERSPACE NESSUNO TI PUO' SENTIRE URLARE
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CIBERNETICA, sost. Studio del sistema di controllo e comunicazione negli animali e di dispositivi operanti elettricamente come le macchine da calcolo. (The Concise Oxford Dictionary)
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METROFAGA: UN VIRUS A TECNOLOGIA VIRTUALE ANNIDATO NELLA CULTURA UNDERGROUND DI RESISTENZA.
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SPUNTI DI CYBERPUNK

da CYBERPUNK ANTOLOGIA di Autori Vari





lunedì 11 settembre 2017

IL TRONO DI SPADE 2° Il Grande Inverno di George Raymond Richard Martin

Il Portale del cavallo di Vaes Dothrak era costituito da due immani stalloni di bronzo, i cui zoccoli anteriori salivano a incontrarsi in un vertiginoso arco a sesto acuto a cento piedi dal suolo.
Deanerys non riuscì a comprendere per quale ragione la città sacra dei Dothraki avesse un portale, dal momento che non aveva mura e nemmeno edifici visibili. Eppure il portale s’innalzava immenso, bellissimo, e i grandi stalloni incorniciavano la lontana montagna di rocce purpuree che si levava più oltre. I cavalli di bronzo proiettavano lunghe ombre sull’ondeggiante mare d’erba quando khal Drogo, affiancato dai cavalieri di sangue, guidò il khalasar sotto la loro arcata e poi lungo la via degli Dei. Continua

da IL TRONO DI SPADE 2° Il Grande Inverno di George Raymond Richard Martin




domenica 10 settembre 2017

L'ORRORE DI DUNWICH di Howard Phillips Lovecraft

1.
Quando un viaggiatore nel Massachusetts del centro-nord, prende la strada sbagliata al bivio del Picco Aylesbury, subito dopo Dean's Corners, entra in un territorio solitario e curioso. Il terreno sale, e i muretti in pietra bordati di rovi si stringono sempre più addosso ai solchi della strada polverosa e tutta curve. Gli alberi delle numerose striscie di bosco sembrano troppo grossi e le erbacce ed i cespugli crescono lussureggianti, come è raro che capiti nelle regioni abitate. Continua

da XINAIAN di Howard Phillips Lovecraft



sabato 9 settembre 2017

VIAGGIARE SU INTERNET di Umberto Eco

Quanti non hanno pianto sui treni, che uccidevano la poesia dei lunghi viaggi a piedi per la foresta o a cavallo per strade polverose. E poi, ecco i Grandi che hanno saputo parlarci della poesia (talora terribile) dei treni , da Tolstoj a Cendrars, a Butor sino a Montale. E' inutile, si può fantasticare e morire d'amore, di nostalgia, di paura, di eccitazione anche su una nave spaziale. Aforismi sui treni

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco




venerdì 8 settembre 2017

IL TRONO DI SPADE 1° Il Trono di Spade di George Raymond Richard Martin

PROLOGO
Le tenebre stavano avanzando.
-Meglio rientrare.- Gared osservò i boschi attorno a loro farsi più oscuri. -I bruti sono morti.-
-Da quando hai paura dei morti?- C'era l'accenno di un sorriso sul volto di ser Waymar Royce.
Gared non raccolse. Era un uomo in età, oltre i cinquanta, e di nobili ne aveva visti andare e venire molti. -Ciò che è morto resta morto- disse -e noi non dovremmo averci niente a che fare.-
Il Sito Ufficiale

da IL TRONO DI SPADE 1° - Il Trono di Spade di George Raymond Richard Martin




giovedì 7 settembre 2017

LA CARTA CARBONE di Francesco Guccini

Una giovane amica ha scoperto qualche tempo fa, frugando nei cassetti della nonna, una risma di carta carbone. Questa amica, dicevo, è giovane, ma non abbastanza per non conoscere la carta carbone e l'uso che se ne faceva. Fosse stata giovanissima avrebbe del tutto ignorato cos'erano e a cosa servivano quegli strani fogli lucidi da una parte e apparentemente impregnati di una curiosa sostanza dall'altra. Perché, con l'avvento delle fotocopiatrici e dei computer, la carta carbone è finita nei cassetti dimenticati, se non gettata via. Basta, finita, oggi non si usa più. Continua

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini




mercoledì 30 agosto 2017

LA GIACCA STREGATA di Dino Buzzati

Benché io apprezzi l'eleganza nel vestire, non bado, di solito, alla perfezione o meno con cui sono tagliati gli abiti dei miei simili.
Una sera tuttavia, durante un ricevimento in una casa di Milano, conobbi un uomo dall'apparente età di quaranta anni, il quale letteralmente risplendeva per la bellezza, definitiva e pura, del vestito.
Non so chi fosse, lo incontravo per la prima volta, e alla presentazione, come succede sempre, capire il suo nome fu impossibile. Ma a un certo punto della sera mi trovai vicino a lui, e si cominciò a discorrere.
Sembrava un uomo garbato e civile, tuttavia con un alone di tristezza. Forse con esagerata confidenza - Dio me ne avesse distolto - gli feci i complimenti per la sua eleganza; e osai perfino chiedergli chi fosse il suo sarto. Continua

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati



lunedì 28 agosto 2017

IL DIAVOLO IN AMORE di Jacques Cazotte

Capitolo Primo
Ero a venticinque anni capitano delle guardie del re di Napoli: stavamo molto insieme tra noi commilitoni, e vivevamo come tutti i giovani, cioè, di donne e di gioco, finché restava denaro in borsa; quando non avevamo più altra risorsa passavamo il tempo nei nostri alloggiamenti a filosofare. Una sera, dopo esserci sfibrati in ragionamenti di ogni specie intorno a un fiaschetto di vino di Cipro e a qualche castagna secca, il discorso cadde sulla Cabala e sui cabalisti.
Uno di noi pretendeva che fosse una scienza reale, le cui pratiche fossero cosa certa; quattro fra i più giovani replicavano che si trattava di un mucchio di assurdità, una truffa bella e buona per ingannare i creduloni e far ridere i bambini. Una Recensione

da IL DIAVOLO IN AMORE di Jacques Cazotte




domenica 27 agosto 2017

TEORIA DELLE OMBRE di Paolo Maurensig

Estoril, agosto 2012

Ancora una volta mi sveglio in piena notte, soffocato dalla calura di fine agosto, e nel ritrovarmi coricato nel letto di questo modesto albergo di Estoril mi sento sopraffatto dall'ansia. Quella domanda, che da anni mi ossessiona, non fa che amplificarsi nella solitudine e nel silenzio notturni, fino a diventare assordante: Riuscirò infine a trovare una risposta? su Fahrenheit

da TEORIA DELLE OMBRE di Paolo Maurensig




sabato 26 agosto 2017

GOMORRA E DINTORNI di Thomas Michael Disch

1
Le stelle, prima le meno luminose e poi via via anche le più brillanti, scomparvero nella luce sempre più intensa dell'alba, ma la massa scura della foresta che limitava il campo di granturco trattenne, ancora per un poco, le ombre della notte. Una brezza leggera soffiava dal lago, frusciando tra le foglie tenere del granturco. A poco a poco, verso oriente, la foresta si tinse di una luce verde grigiastra e i tre uomini in attesa nel campo indovinarono, benché non potessero ancora vedrlo, che era sorto il sole. La Trama

da GOMORRA E DINTORNI di Thomas Michael Disch




giovedì 24 agosto 2017

BEAT (Ma Che Colpa Abbiamo Noi) di Roberto Festi e Odoardo Semellini

Aveva ragione Tina Modotti quando considerando il frutto del suo lavoro di fotografa, in una lettera coglieva il tragico conflitto tra la vita che cambia continuamente e la forma che la fissa immutabile. Come non far propria quella considerazione, ossia: come non cogliere quel tragico conflitto, osservando le fotografie che ritraggono i protagonisti di quella stagione che comunemente chiamiamo del Beat Italiano? La Musica Beat In Italia

da BEAT (Ma Che Colpa Abbiamo Noi) di Roberto Festi e Odoardo Semellini




mercoledì 23 agosto 2017

MA NE ABBIAMO INVENTATE DAVVERO TANTE? di Umberto Eco

L'annuncio è apparso probabilmente su Internet ma non so dove, perché mi è stato passato per posta elettronica. E' una pseudoproposta commmerciale che pubblicizza una novità, il Built-in Orderly Organized Knowledge, la cui sigla dà BOOK, ovvero libro.
Niente fili, niente batteria, nessun circuito elettrico, nessun interruttore o bottone, è compatto e portatile, può essere usato anche seduti davanti al caminetto. Continua

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco



lunedì 21 agosto 2017

IL DEMONE DELLA PERVERSITA' di Edgar Allan Poe

Nella considerazione delle facoltà e degli impulsi, dei prima mobilia dell'animo umano, i frenologi hanno dimenticato di far posto a un'inclinazione che, sebbene la sua esistenza di sentimento primitivo, radicale, irriducibile, risulti evidente, è sfuggita anche a tutti i moralisti che li hanno preceduti.
Nella pura arroganza della ragione, noi non ce ne siamo accorti.
E abbiamo lasciato che la sua presenza sfuggisse ai nostri sensi, nient'altro che per una incapacità di credere, per un difetto di fede; fosse poi fede nella Rivelazione o fede nella Cabala.
Mai ce n'è venuta l'idea, semplicemente a causa della sua supererogazione.
Non si è visto il bisogno di questo impulso, di questa tendenza. Non se n'è avvertita la necessità. Ammettendo, del resto, che la nozione di questo primum mobile si fosse imposta da sé, non avremmo potuto capire in qual modo essa potesse servire agli scopi dell'umanità, temporali od eterni. Continua

da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe





domenica 20 agosto 2017

L'UOVO di Dino Buzzati

Nel giardino della villa Reale la Croce Viola Internazionale organizzò una grande caccia all'uovo riservata ai bambini minori di dodici anni. Biglietto, ventimila lire.
Le uova venivano nascoste sotto dei mucchi di fieno. Poi si dava il via. E tutte le uova che un bambino riusciva a scovare erano sue. Uova di tutti i generi e dimensioni, di cioccolata, di metallo, di cartone, contenenti oggetti bellissimi.
Gilda Soso, cameriera a ore, ne sentì parlare in casa Zernatta, dove lavorava. La signora Zernatta vi avrebbe portato tutti e quattro i suoi bambini, complessivamente ottantamila lire.

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati




sabato 19 agosto 2017

FUNGHI DA YUGGOTH di Howard Phillips Lovecraft

1. Il Libro

Il posto era scuro, polveroso e perso
Negli intrichi di Antichi vicoli intorno al porto,
Odorose di strane cose portate dagli oceani
E annebbiati da volute di foschia spinte dai venti occidentali,
Piccoli vetri a losanghe, oscurati dal fumo e dal ghiaccio,
Mostravano solo i libri, ammassati come alberi contorti.
Marcivano dal pavimento al soffitto: congerie
Di antico e decaduto sapere a basso costo.
Continua

da L'IDOLO SENZA NOME di Howard Phillips Lovecraft



venerdì 18 agosto 2017

IL BUIO OLTRE LA SIEPE di Harper Lee

Anche gli avvocati sono stati bambini, immagino...
Charles Lamb

Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all’epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere di giocare a palla ovale, Jem non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po' più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla: gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere la palla al volo. Continua

da IL BUIO OLTRE LA SIEPE di Harper Lee



martedì 15 agosto 2017

I SILVANI di Dino Coltro

L'iconografia rappresenta il dio Silvano con un falcetto nella mano destra e un ramo d'albero, in genere un pino, nella sinistra; vicino a lui, un cane con il muso alto, in attesa di un cenno.
E' il dio rustico delle selve e dei boschi e da lui discendono i Silvani che nelle tradizioni hanno subito notevoli mutazioni. Dai Silvani dei disegni dell'epoca etrusca, minuscoli, con coda e berrettino in testa, fino ai più moderni, sempre piccoli fino a essere invisibili, agili e dispettosi, buttano capelli e ragni nel paiolo dove cuoce la polenta, ne fanno di tutti i colori, come mescolare lo zucchero col sale. Silvano

da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro


f

lunedì 14 agosto 2017

ORRORE IN BIBLIOTECA di Howard Phillips Lovecraft

(A Willis Conover Jr. 14 agosto 1936)

Il vostro catalogo di libri diabolici e proibiti è veramente impressionante, i soli nomi mi fanno tremare. Ho sentito parlare di uno solo, e si tratta (avrò la fortuna di scrivere quelle temibili parole?) del famigerato Ghorl Nigral di Mulder. Ne ho visto perfino una copia una volta, sebbene non l'abbia mai aperto né letto. Continua

da L'IDOLO SENZA NOME di Howard Phillips Lovecraft








domenica 13 agosto 2017

I CARRI GOMMATI di Francesco Guccini

Fino agli anni Quaranta del secolo scorso ( e già dire secolo scorso, per chi ci è vissuto, è cosa che fa pensare e un poco rattrista. Il Duemila era così distante che pareva una data remota e improbabile. Cosa succederà allora? Ci saremo nel futuribile Duemila? Ma adesso che ci siamo, ci rendiamo conto che siamo già nel Duemila?), i carri dei carrettieri (o birrocciai) percorrevano ancora le strade delle periferie cittadine.
Il traffico era scarso, molte biciclette ma pochissime le automobili, tanto che i ragazzi di quei tempi potevano giocare a pallone in mezzo alla strada, spesso non ancora asfaltata. Continua

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



venerdì 11 agosto 2017

WILLIAM GIBSON O L'AVVENIRE REINVENTATO di Joel Sauchin

Nei racconti di Conurb Gibson ci traccia un'anticipazione riconoscibile e scrupolosamente estrapolata della nostra società moderna. Un avvenire dalle multiple sfacettature, complesso ed integrato in una visione globale che non deriva più da una formula usurata a base di robots, di astronavi, di imperi galattici, ma dalla biotecnologia, dalla cibernetica e  dalle nuove reti di comunicazione derivate dalle nostre tecnologie.
Come ha fatto rimarcare il suo incensore Bruce Sterling:-Nei testi di Gibson, ci si ritrova al livello della strada e dei vicoli ciechi, nel mondo duro e sudicio della sopravvivenza ad ogni costo, dove la tecnologia evoluta è presente come un costante subliminale rumore di fondo.-
(da Phenix n°16 Bruxelles 1989) Continua

di Joel Sauchin da CYBERPUNK ANTOLOGIA di Autori Vari



mercoledì 9 agosto 2017

MATTATOIO N°5 di Kurt Vonnegut

E' tutto accaduto, più o meno. I brani di guerra, in ogni caso, sono abbastanza veri. Un tale che conoscevo fu veramente ucciso, a Dresda, per aver preso una teiera che non era sua. Un altro che conoscevo minacciò veramente di fare ammazzare i suoi nemici personali, dopo la guerra, da dei killer. E così via. Ho cambiato tutti i nomi.
Io tornai veramente a Dresda con i soldi della Fondazione Guggenheim (Dio la benedica) nel 1967. Somigliava molto a Dayton, nell' Ohio, ma c'erano più spazi vuoti che a Dayton. Nel terreno dovevano esserci tonnellate d'ossa umane. Vonnegut e Dresda

da MATTATOIO N°5 ovvero la Crociata dei Bambini di Kurt Vonnegut




martedì 8 agosto 2017

LE GOBBE NEL GIARDINO di Dino Buzzati

Quando è scesa la notte a me piace fare una passeggiata nel giardino. Non crediate io sia ricco. Un giardino come il mio lo avete tutti. E più tardi capirete il perché. Nei buio, ma non è proprio completamente buio perché dalle finestre accese della casa un vago riverbero viene, nel buio io cammino sul prato, le scarpe un poco affondando nell'erba, e intanto penso, e pensando alzo gli occhi a guardare il cielo se è sereno e, se ci sono le stelle, le osservo domandandomi tante cose. Però certe notti non mi faccio domande, le stelle se ne stanno lassù sopra di me stupidissime e non mi dicono niente. Continua

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati






domenica 6 agosto 2017

RICORDATE TUTTI I SETTE NANI? di Umberto Eco

Un giochetto di società che si fa sovente è di vedere se qualcuno ricorda immediatamente tutti i nomi dei sette nani. La mia esperienza mi dice che (ammesso che si tratti di soggetti cresciuti su Biancaneve) le persone arrivano di solito a sei nani, ma si ingrippano sul settimo -e naturalmente il settimo cambia per ciascun soggetto. Potete provare anche coi sette re di Roma: una volta sarà Servio Tullio, l'altra Tullio Ostilio, ma uno dei sette rimane sempre imprendibile. Continua

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco



sabato 5 agosto 2017

SOLARIS di Stanislaw Lem

L'arrivo

Alle 19.00, ora di bordo, passai tra quelli fermi accanto al pozzo e per gli scalini a mano scesi nella capsula. Ci stava giusto un uomo, con spazio appena sufficiente a muovere i gomiti. Una volta avvitato l'attacco al tubo sulla paratia, la tuta si gonfiò e da quell'istante non potei più fare il minimo movimento. Dritto, anzi sospeso in un cuscino d'aria, facevo corpo con lo scafo.
Alzando gli occhi vidi, attraverso la cupoletta di vetro, le pareti del pozzo e, sopra, la faccia di Moddard. L'angoscia dell'Assoluto

SOLARIS di Stanislaw Lem




venerdì 4 agosto 2017

IL MASSARIOL di Dino Coltro

Il Massariol nasce come il tarlo da un pezzo di legno, è un folletto tutto veneto, anche se ne troviamo di simili in altre tradizioni. A Venezia era considerato l'Omino della città, tanto da essere chiamato el Gobeto de Rialto.
Vibrante e pieno di brio, "il Massariol ne fa de tutti i segnati!, sempre in giro a combinare scherzi, tanto che di fronte a qualcosa di insolito, la gente esclamava "qua ghe sta Mazzariol!". Continua

da da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro





mercoledì 2 agosto 2017

IL SEPPELLIMENTO PREMATURO di Edgar Allan Poe

Vi sono alcuni argomenti d'interesse vivissimo, avvincenti, ma troppo totalitariamente orribili agli scopi di una giustificata invenzione. Da questi il romanziere puro deve astenersi, se non vuole offendere o disgustare. Possono essere trattati giustificatamente solo quando siano santificati e avvalorati dalla severità e dalla maestà del Vero. Noi ci emozioniamo, per esempio, di un'acutissima e "piacevolissima sofferenza" alle descrizioni del passaggio della Beresina, del terremoto di Lisbona, della peste di Londra, del massacro di San Bartolomeo, o della morte per soffocazione dei centoventitré prigionieri nel Black Hole di Calcutta. Continua

da IL SEPPELLIMENTO PREMATURO di Edgar Allan Poe




sabato 29 luglio 2017

CAMERA CON VISTA di Edward Morgan Forster

1 - Pensione Bertolini

-La signora non aveva il diritto di farlo- disse Miss Bartlett. - Non aveva assolutamente il diritto di farlo. Ci aveva promesso delle camere a sud, con vista, attigue, e invece eccoci qua, con due camere a nord, che danno sul cortile, e molto distanti l'una dall'altra. Oh Lucy!-
-E una cockney, per di più!- disse Lucy, che era stata ulteriormente rattristata dall'inaspettato accento della signora. Continua

da CAMERA CON VISTA di Edward Morgan Forster




mercoledì 14 giugno 2017

RISERVATISSIMA AL SIGNOR DIRETTORE di Dino Buzzati

Signor direttore, dipende soltanto da lei se questa confessione a cui sono dolorosamente costretto si convertirà nella mia salvezza o nella mia totale vergogna, disonore e rovina. È una lunga storia che non so neppure io come sia riuscito a tenere segreta. Né i miei cari, né i miei amici, né i miei colleghi ne hanno mai avuto il più lontano sospetto. Bisogna tornare indietro di quasi trent’anni. A quell’epoca ero semplice cronista nel giornale che lei adesso dirige. Ero assiduo, volonteroso, diligente, ma non brillavo in alcun modo. Alla sera, quando consegnavo al capocronista i miei brevi resoconti di furti, disgrazie stradali, cerimonie, avevo quasi sempre la mortificazione di vedermeli massacrare; interi periodi tagliati e completamente riscritti, correzioni, cancellature, incastri, interpolazioni di ogni genere. Benché soffrissi, sapevo che il capocronista non lo faceva per cattiveria. Anzi. Il fatto è che io ero, e sono, negato a scrivere. E se non mi avevano ancora licenziato era solo per il mio zelo nel raccogliere notizie in giro per la città. Continua

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati



domenica 11 giugno 2017

CYBERIADE di Stanislaw Lem

Un giorno Trurl il costruttore montò una macchina in grado di creare tutto quello che cominciava per n.
Terminato che ebbe il marchingegno, lo collaudò chiedendogli di creare nacchere, poi noccioline e negligé - che la macchina debitamente fabbricò - e di nascondere il tutto in un narghilè pieno di nepente e di numerosi altri narcotici. Il congegno eseguì alla lettera le istruzioni.
Non ancora persuaso delle capacità della macchina Trurl le fece produrre, uno dopo l'altro, nodi, narcisi, nembi, nettare, nuclei, neutroni, nafta, nettapipe, ninfe, naiadi e natrium. Quest'ultimo non comparve, e Trurl, notevolmente scocciato, pretese una spiegazione. "Mai sentito parlarne" disse la macchina."Cosa?" fece il costruttore."Ma è soltanto il sodio. Sì, il metalloide, l'elemento chimico..." "Sodio comincia per s, ed io lavoro solo con le n". Continua

da CYBERIADE di Stanislaw Lem



sabato 10 giugno 2017

CYBERPUNK di Sandrone

Possiamo definirla come la fantascienza radicale degli anni '90, una corrente che da pochi anni sta svecchiando e ribaltando gli schemi dell'ormai vetusta fantascienza classica, quella di Asimov, amata sopratutto da chi fantascienza non ne legge.
Di legami con il passato ce ne sono parecchi, perché la fantascienza radicale nei contenuti e nelle forme, è sempre esistita, magari in parallelo con quella convenzionale.
Negli anni Sessanta-Settanta l'esponente più di spicco fu senz'altro Philip K. Dick. i suoi libri più riusciti sono dei veri e propri trip. Continua

di Sandrone da CYBERPUNK ANTOLOGIA di Autori Vari



giovedì 8 giugno 2017

I VENEZIANI di Dino Coltro

La tradizione sostiene che, in tempi ormai dimenticati, Colui che non si deve nominare, cioé Satana, istituì una scuola dove insegnava le arti magiche. Accettava come scolari esclusivamente giovani di bell'aspetto e intelligenti, conosciuti con il nome di Scolari della Scuola nera. Nel Sud Italia sono conosciuti come Greci del Levante. Dopo sette anni di corso, erano in grado di esercitare la magia.
Su Wikipedia

da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro



mercoledì 7 giugno 2017

LE GRANITE di Francesco Guccini

Io le chiamavo granatine, ma credo che il nome italiano sia granita. Si tratta, come tutti sanno, di ghiaccio tritato con aggiunta di uno sciroppo di vario tipo.
Certo, esistono ancora, non sono cose perdute, anche se oggi sono confezionate in maniera meno artigianale di un tempo; non di questo però voglio parlare, ma di ricordi personali legati alle granatine, o anche, se vogliamo, alla grattachecca romana o alle gremolate, come le chiamano da qualche parte. La Grattachecca

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



martedì 6 giugno 2017

LA CASSA OBLUNGA di Edgar Allan Poe

Qualche anno fa mi reci da Charleston, Carolina del Sud, a New York, a bordo del bastimento Indipendence, comandato dal capitano Hardy. Si doveva far vela il quindici del mese ch'era giugno, tempo permettendo; e il quattordici montai a bordo per sistemare certe cose nella mia cabina.
Trovai che si sarebbe stati in molti a viaggiare, compreso un eccezionale numero di donne. Sulla lista dei passeggeri figuravano parecchi nomi nomi di mia conoscenza; e tra essi fui ben lieto di leggere quello di mister Cornelius Wyatt, un giovane artista col quale ero in stretti rapporti d'amicizia. Continua

da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe



sabato 3 giugno 2017

PALLE GIRATE E ALTRE STORIE di Michele D'Andrea

L'ALBERO DEGLI UNGHERESI
Il miracolo si ripeté ogni giorno, per diversi mesi. Alla luce livida dell'alba, il tronco mutilato di un gelso si stagliava contro il cielo del Carso, proprio sopra le rovine del paese di San Martino. Era rimasto l'unico elemento verticale di un paesaggio che le artiglierie avevano raso al suolo e, benché rinsecchito e danneggiato, quel pezzo di legno continuava incredibilmente a resistere alle cannonate.
Sull'albero degli Ungheresi

da PALLE GIRATE E ALTRE STORIE di Michele D'Andrea





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