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"Vedo che lei è un razionalista convinto" disse la signora. "Non ha udito che dicevo di aver vissuto esperienze ben più terribili? Anch'io ero scettica, ma dopo ciò che ho toccato con mano non posso più fingere di dubitare".
"Signora" replicò il signor Phillips, "nessuno riuscirà a farmi rinnegare la mia fede, né ammettere, per nessuna ragione, l'esistenza di triangoli aventi due lati".
"Lei è un po' affrettato", riprese la signora. I Mondi Fantastici di Arthur Machen
Dipingere vuol rendere visibile, attraverso l'uso del colore, la realtà e la sua rappresentazione. Pertanto si può affermare che, in generale, l'arte si palesa con la funzione di rappresentare il reale, ma poiché la mente umana non si ferma alla nuda e cruda realtà, per il bisogno di esprimersi e di differenziarsi, l'arte diviene linguaggio comunicativo e lo fa attraverso la rappresentazione. Ville Nel Veronese
da MISTERIOSE E MERAVIGLIOSE VILLE di Francesco Occhi e Augusto Garau
Ogni paese conserva il luogo del mistero, circondato dalla paura e dal rispetto dei paesani, perché lì avviene qualcosa, in bene e in male, che non sanno spiegare. Di solito, si tratta di un pezzo di terreno incolto, ai margini dell'abitato, mai coltivato a memoria d'uomo. Dicono, in genere, che vi capitino, a intervalli di anni o di stagioni, fenomeni inspiegabili, oppure, si avverte più che sentire, un fluido che colpisce la fantasia e, insieme, l'animo della gente. Luoghi Magici
L'orzaiolo, noiosa malattia che a volte colpisce l'occhio, è un'infiammazione delle ghiandole sebacee alla base delle ciglia. Più o meno così. Si può trattare con una pomata antibiotica. Di solito passa. Ma quando gli antibiotici non esistevano, o erano cosa remota, e l'oculista era una figura lontana e misteriosa?
Niente paura. Bastava guardare dentro una bottiglia d'olio. Continua
da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini
Come sapete, bambini miei, vostra madre era orfana e figlia
unica. Avrete anche sentito dire che vostro nonno era un
uomo di chiesa sù nel Westmoreland, dove io sono nata. Io
ero soltanto una ragazzina, e frequentavo la scuola del villaggio,
quando un giorno vostra nonna venne a chiedere alla direttrice
se c'era qualche alunna disposta a fare la bambinaia.
Mi sentii molto orgogliosa, ve lo posso garantire, quando la
direttrice fece il mio nome e mi descrisse come una ragazza
forte, onesta e brava a cucire; disse che i miei genitori erano
persone molto rispettabili, anche se erano poveri. Continua
Sono ormai passati tanti anni da quando Carlos
Reyles, figlio del romanziere, mi raccontò la storia
ad Adrogué, una sera d'estate. Nel mio ricordo la
lunga cronaca di un odio e il suo tragico finale si
confondono adesso con l'odore medicinale degli
eucalipti e la voce degli uccelli.
Parlammo, come sempre, della intricata storia
delle due patrie. Mi disse che dovevo sicuramente
aver sentito nominare Juan Patricio Nolan, che si era
conquistato fama di audace, di burlone e di
scapestrato. Continua
Stremato... ero stremato fino alla morte per quella lunga agonia; e quando infine mi slegarono e mi fu permesso di sedermi, mi sentii venir meno. La condanna – la terribile condanna a morte – fu l'ultima frase che mi giunse distintamente alle orecchie. Poi le voci degli inquisitori sembrarono confondersi in un brusio indefinito, come in un sogno. Quel suono mi riportava alla mente l'idea di rivoluzione ma forse solo perché, nella mia fantasia, l'associavo al ritmo di una macina da mulino. Tutto ciò non durò che un istante: subito dopo non udii più nulla. Nondimeno, ancora per qualche attimo, vidi – ma con quale orribile esagerazione! – vidi le labbra dei giudici vestiti di nero. Continua