di Elisabeth C. Gaskell da IL VELO DISSOLTO
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mercoledì 8 febbraio 2017
LA STORIA DELLA VECCHIA NUTRICE di Elisabeth C. Gaskell
Come sapete, bambini miei, vostra madre era orfana e figlia
unica. Avrete anche sentito dire che vostro nonno era un
uomo di chiesa sù nel Westmoreland, dove io sono nata. Io
ero soltanto una ragazzina, e frequentavo la scuola del villaggio,
quando un giorno vostra nonna venne a chiedere alla direttrice
se c'era qualche alunna disposta a fare la bambinaia.
Mi sentii molto orgogliosa, ve lo posso garantire, quando la
direttrice fece il mio nome e mi descrisse come una ragazza
forte, onesta e brava a cucire; disse che i miei genitori erano
persone molto rispettabili, anche se erano poveri. Continua
di Elisabeth C. Gaskell da IL VELO DISSOLTO
di Elisabeth C. Gaskell da IL VELO DISSOLTO
martedì 7 febbraio 2017
L'ALTRO DUELLO di Jorge Luis Borges
Sono ormai passati tanti anni da quando Carlos
Reyles, figlio del romanziere, mi raccontò la storia
ad Adrogué, una sera d'estate. Nel mio ricordo la
lunga cronaca di un odio e il suo tragico finale si
confondono adesso con l'odore medicinale degli
eucalipti e la voce degli uccelli.
Parlammo, come sempre, della intricata storia
delle due patrie. Mi disse che dovevo sicuramente
aver sentito nominare Juan Patricio Nolan, che si era
conquistato fama di audace, di burlone e di
scapestrato. Continua
da IL MANOSCRITTO DI BRODIE di Jorge Luis Borges
da IL MANOSCRITTO DI BRODIE di Jorge Luis Borges
lunedì 6 febbraio 2017
IL POZZO E IL PENDOLO di Edgar Allan Poe
Impia tortorum longos hic turba furores
Sanguinis innocui, non satiata, aluit.
Sospite nunc patria, fracto nunc funeris antro,
Mors ubi dira fuit vita salusque tenent.
(Quartina composta per l'ingresso di un mercato
destinato a essere costruito dove aveva sede
il Circolo dei Giacobini a Parigi.)
Stremato... ero stremato fino alla morte per quella lunga agonia; e quando infine mi slegarono e mi fu permesso di sedermi, mi sentii venir meno. La condanna – la terribile condanna a morte – fu l'ultima frase che mi giunse distintamente alle orecchie. Poi le voci degli inquisitori sembrarono confondersi in un brusio indefinito, come in un sogno. Quel suono mi riportava alla mente l'idea di rivoluzione ma forse solo perché, nella mia fantasia, l'associavo al ritmo di una macina da mulino. Tutto ciò non durò che un istante: subito dopo non udii più nulla. Nondimeno, ancora per qualche attimo, vidi – ma con quale orribile esagerazione! – vidi le labbra dei giudici vestiti di nero. Continua
da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe
domenica 5 febbraio 2017
I DEFLETTORI di Francesco Guccini
Dove sono finiti i deflettori che erano nelle automobili? Erano comodissimi. Si aprivano parzialmente ed entrava un soffio d'aria rinfrescante, potevi fumare senza impregnare di fumo l'abitacolo (già, a proposito, dove sono finiti anche i portaceneri delle automobili?). I Deflettori
da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini
da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini
sabato 4 febbraio 2017
IL VELO DISSOLTO di George Eliot
Il momento della mia morte si avvicina. Negli ultimi tempi
sono andato soggetto ad attacchi di angina pectoris, e da come
vanno queste cose, stando a quel che dice il mio medico,
posso sperare che la mia vita non si prolunghi ormai più di
qualche mese. A meno che, dunque, io non sia afflitto, oltre
che da facoltà mentali fuori del comune, anche da una costituzione
fisica molto forte, non dovrò sopportare ancora per
molto il gravoso fardello di questa esistenza terrena. Se fosse
altrimenti — se dovessi vivere fino a quell'età alla quale la
maggior parte degli uomini aspira e si prepara — saprei, per
una volta, se la pena di un'attesa delusa può essere maggiore
di quella provocata da una previsione esatta. Perché io prevedo
il momento della mia morte e tutto quanto accadrà in quegli
istanti estremi. Continua
da IL VELO DISSOLTO di George Eliot
da IL VELO DISSOLTO di George Eliot
giovedì 2 febbraio 2017
GLI OMETTI di Dino Coltro
Gli Ometi sono dei piccoli nani che vivono in certe zone dell'Alto Adige. Si dice che Dio li abbia creati per popolare i monti aridi e poco abitati: per questo hanno le stesse sembianze degli uomini. Si fanno vedere solo nei luoghi ricchi di minerali che essi ricercano continuamente. Per questo, i Kanepi li incontrano volentieri perché in quel luogo "si cela arzento bono" dice un antico testo. Gli Ometti In Montagna
da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro
da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro
mercoledì 1 febbraio 2017
DELL'IMPORTANZA DELLE LETTERE MAIUSCOLE di Umberto Eco
Ogni mattina mi arrivano sul tavolo, per posta, almeno una decina di volumi in omaggio. Non credano i lettori giovani, agitati dalle mie stesse giovanili passioni che questo sia il felice coronamento di una lunga carriera. Dieci volumi al giorno sono una disgrazia (specie se tornate da un viaggio di una settimana), minacciano le fondamenta della vostra abitazione, vi sottopongono a scelte crudeli e soprattutto vi tolgono il delizioso piacere di andar per librerie a scoprir le novità. Continua
da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco
da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco
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