da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe
Cookies Alert
Questo Blog Contiene Cookies anche di terze parti su cui non si ha possibilità di operare. Te lo diciamo solo per romperti i coglioni, tanto l'alternativa sarebbe disdire internet e tornare al 1993.
Pagine
martedì 13 dicembre 2016
IL RITRATTO OVALE di Edgar Allan Poe
Il castello del quale il mio domestico, per non farmi passare la notte all’addiaccio, ferito com’ero e senza speranza di aiuto, non aveva esitato un istante a forzare l’ingresso, era una di quelle secolari costruzioni, lugubri e insieme grandiose, che si alzano solitarie e minacciose fra le cime degli Appennini. Tutto, nel suo aspetto, faceva credere che fosse stato abbandonato di recente e non per sempre. Alloggiammo in una delle camere più piccole e meno lussuosamente arredate, situata in una torre remota dell’edificio. La sua decorazione era ricca, ma logora e antica. Continua
da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe
da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe
lunedì 12 dicembre 2016
Y COME YETI di William Sambrot
Ed Mc Kale si raddrizzò sotto il peso delle macchine fotografiche e di tutta l'attrezzatura, strizzando gli occhi per ripararli dalle raffiche di vento e scrutando con minuziosa attenzione l'infinita distesa di neve e di rocce levigate dal vento. Da due mesi scrutava il paesaggio con minuziosa attenzione, le macchine fotografiche sempre pronte.
di William Sambrot da MOSTRI DEL CIELO E DELLA TERRA di autori vari
di William Sambrot da MOSTRI DEL CIELO E DELLA TERRA di autori vari
domenica 11 dicembre 2016
IL CONQUISTATORE DEL MONDO di René Grousset
I FIGLI DEL LUPO GRIGIO E DELLA CERBIATTA SELVATICA
Lo scenario è uno dei più contrastati e smaglianti dell’Alta Asia, la storia quella di Temüjin, meglio noto come Gengis Khan. Una storia che René Grousset ricostruisce risalendo alle sue remote scaturigini mitiche – l’accoppiamento tra il Lupo Grigio-blu e la Cerbiatta Selvatica, capostipiti di quella che diventerà la «razza di ferro» dei Mongoli – e racconta con ritmo serrato, senza per questo tralasciare alcun dettaglio rivelatore. Assistiamo così alle vicende dell’avo di Temüjin, Qutula, sorta di Eracle mongolo la cui voce rimbomba «come il tuono nelle gole delle montagne», e del padre, Yisügei il Coraggioso, già in lotta con quella corte cinese che tratta i nemici con crudeltà esemplare, impalandoli su asini di legno. Continua
da IL CONQUISTATORE DEL MONDO di René Grousset
Lo scenario è uno dei più contrastati e smaglianti dell’Alta Asia, la storia quella di Temüjin, meglio noto come Gengis Khan. Una storia che René Grousset ricostruisce risalendo alle sue remote scaturigini mitiche – l’accoppiamento tra il Lupo Grigio-blu e la Cerbiatta Selvatica, capostipiti di quella che diventerà la «razza di ferro» dei Mongoli – e racconta con ritmo serrato, senza per questo tralasciare alcun dettaglio rivelatore. Assistiamo così alle vicende dell’avo di Temüjin, Qutula, sorta di Eracle mongolo la cui voce rimbomba «come il tuono nelle gole delle montagne», e del padre, Yisügei il Coraggioso, già in lotta con quella corte cinese che tratta i nemici con crudeltà esemplare, impalandoli su asini di legno. Continua
da IL CONQUISTATORE DEL MONDO di René Grousset
martedì 6 dicembre 2016
OH, FISCHIA, ED IO VERRO' di Montague Rhodes James
"Presumo che ben presto se ne andrà, ora che il trimestre è terminato, Professore", disse un invitato al Professore di Ontografia, dopo che si erano seduti vicini in occasione di un banchetto organizzato nell'accogliente salone del St. James College.
Il professore era giovane, bello, e ricercato nel parlare.
"Si" disse "i miei amici mi hanno convinto a giocare a golf in questo periodo, per cui penso di recarmi nella Costa Orientale... a Burnstow per la precisione (suppongo che la conosca) per una decina di giorni, a perfezionare il mio gioco. Spero di partire domani stesso. su Wikipedia
di Montague Rhodes James da FANTASMI INGLESI di Autori Vari
Il professore era giovane, bello, e ricercato nel parlare.
"Si" disse "i miei amici mi hanno convinto a giocare a golf in questo periodo, per cui penso di recarmi nella Costa Orientale... a Burnstow per la precisione (suppongo che la conosca) per una decina di giorni, a perfezionare il mio gioco. Spero di partire domani stesso. su Wikipedia
di Montague Rhodes James da FANTASMI INGLESI di Autori Vari
domenica 4 dicembre 2016
LE FATE di Dino Coltro
Gli antichi erano convinti che la vita di ogni uomo fosse legata a un destino prefissato dal Fato, una potenza impersonale superiore anche agli dei. Lo stesso Giove ne era soggetto.
E' una credenza che, nonostante l'avvento del Cristianesimo, restò radicata nelle culture moderne, occultata dai nomi Destino, Sorte o Fortuna.
da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro
E' una credenza che, nonostante l'avvento del Cristianesimo, restò radicata nelle culture moderne, occultata dai nomi Destino, Sorte o Fortuna.
da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro
giovedì 1 dicembre 2016
PERDERE LA FACCIA di Lafcadio Hearn
Sulla via Akasaka, a Tokyo, c'è un pendio chiamato Kii-no-kunizaka che vuol dire pendio della Provincia di Kii. Non so perché abbia questo nome. Da un lato il pendio dà su un vecchio fossato, assai largo e profondo, le cui sponde fanno da spalla ai giardini di un edificio. L'altro lato della strada accompagna le mura lunghissime e superbe di un palazzo imperiale. Al tempo in cui non esistevano i lampioni a gas, la sera diventava un luogo diverso. Continua
di Lafcadio Hearn da MOSTRI DEL CIELO E DELLA TERRA di aa vv
di Lafcadio Hearn da MOSTRI DEL CIELO E DELLA TERRA di aa vv
L'ALBERO GENEALOGICO di Howard Phillips Lovecraft
(A Frank Belknap Long, dicembre 1927)
Nel fornire al mio collega irlandese un resoconto della mia vivace e attiva carriera non reputo necessario menzionare sciocchezze insulse come il Satanismo e la neogonofagia... no, né il mio viaggio a Oxus, né la mia visita a Samarcanda, né il come e il perché ho ucciso il sacerdote velato di giallo a Lhasa, quel sacerdote il cui velo di seta gialla sporgeva troppo davanti, nel punto dove verebbe dovuto essere la faccia, e che si muoveva in un modo che non mi piaceva. Il Terrore Cosmico
da L'IDOLO SENZA NOME di Howard Phillips Lovecraft
Nel fornire al mio collega irlandese un resoconto della mia vivace e attiva carriera non reputo necessario menzionare sciocchezze insulse come il Satanismo e la neogonofagia... no, né il mio viaggio a Oxus, né la mia visita a Samarcanda, né il come e il perché ho ucciso il sacerdote velato di giallo a Lhasa, quel sacerdote il cui velo di seta gialla sporgeva troppo davanti, nel punto dove verebbe dovuto essere la faccia, e che si muoveva in un modo che non mi piaceva. Il Terrore Cosmico
da L'IDOLO SENZA NOME di Howard Phillips Lovecraft
Iscriviti a:
Post (Atom)