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lunedì 15 luglio 2013

DEUTSCHES REQUIEM

Seppur egli mi togliesse la vita, in lui confiderò.
Giobbe, 13:15

Il mio nome è Otto Dietrich zur Linde. Uno dei miei antenati, Cristoph zur Linde, morì nella carica di cavalleria che decise la vittoria di Zorndorf. Il mio bisnonno materno, Ulrich Forkel, fu assassinato nella foresta di Marchenoir de franchi tiratori francesi, negli ultimi giorni  del 1870; il capitano Dietrich zur Linde, mio padre, si distinse nel'assedio di Namur, nel 1914 e, due anni dopo, nella traversata del Danubio.

da L'ALEPH di Jorge Luis Borges

domenica 14 luglio 2013

MELE AVVIZZITE

Qualcosa bussava alla finestra. Batteva contro il vetro, una volta e un'altra. Una cosa trasportata dal vento bussava piano, insistentemente.
Lori, seduta sul divano finse di non sentire. Strinse il libro fra le mani e girò pagina. Il bussare si ripeté, più forte e imperioso, impossibile da ignorare. - Accidenti!- disse Lori. Buttò il libro sul tavolino da caffè e corse alla finestra. Afferrò le pesanti maniglie d'ottone e le sollevò.

da LE PRESENZE INVISIBILI vol. 2 di Philip Kindred Dick


QUEVEDO

Come l'altra, la storia della letteratura abbonda di enigmi. Nessuno di essi mi ha inquietato e m'inquieta, quanto la strana gloria parziale che è toccata in sorte a Quevedo.
Nelle liste dei nomi universali il suo non figura. A lungo ho cercato di indagare le ragioni della stravagante omissione; una volta, in una conferenza dimenticata, credetti di trovarlo nel fatto che le sue dure pagine non fomentano e neppure tollerano, il minimo sfogo sentimentale. Francisco de Quevedo

da ALTRE INQUISIZIONI di Jorge Luis Borges

sabato 13 luglio 2013

LO SCIATORE

Io non mi picco d'essere un grande sciatore, no. Credetti d'esserlo per un certo tempo, lo riconosco, e precisamente fino al giorno in cui, trovandomi sulla neve, provai a legarmi un paio di sci ai piedi. Da allora, la sola vista di quelle due lunghe assi di legno, sia pure semplicemente sulle spalle di sconosciuti per le vie cittadine, mi dà il mal di mare. Leggilo Tutto

da ASPARAGI E IMMORTALITA' DELL'ANIMA di Achille Campanile

sabato 6 luglio 2013

CHICCHIGNOLA

ATTO 1
(ometto la descrizione della scena)

Eugenia (giovane di aspetto simpatico, scaltra, ma superficiale, sprezzante degli umili, sensuale per natura, infedele per vocazione, egoista per professione; e perciò vittima di queste sue disastrose qualità): Io vorrei sapere che cosa gli è successo?

Portinaia (pettegola e maliziosa: difetti naturali resi ancor più sensibili dalle sue mansioni): Che volete che gli sia successo! Avrà fatto tardi. Ve lo vedrete comparire davanti da un momento all'altro.

da IL TEATRO di Ettore Petrolini - Il percorso di un comico




martedì 2 luglio 2013

LA MODELLA

Mi ero spesso domandato come avvenga che alcuni, i quali fino a una certa età non ci pensano nemmeno lontanamente, a un tratto, quasi per un'improvvisa conversione, si dedichino alla pittura. L'avevo saputo di molti. Tipi che avevano doppiato il capo dei quarantacinque e magari quello dei cinquant'anni e che per tutta la vita s'erano occupati d'altro, ad un tratto inesplicabilmente avevano sentito la vocazione pittorica. Leggilo Tutto

da ASPARAGI E IMMORTALITA' DELL'ANIMA di Achille Campanile


lunedì 1 luglio 2013

IL NOSTRO POVERO INDIVIDUALISMO

Le illusioni del patriottismo non hanno fine. Nel primo secolo della nostra era, Plutarco si burlò di coloro che affermano che la luna di Atene è più bella della luna di Corinto; Milton, nel XVII, osservò che Dio aveva l'abitudine di rivelarsi prima che agli altri ai Suoi inglesi; Fichte, al principio del XIX, affermò che avere carattere ed essere tedeschi è, evidentemente, la stessa cosa. Leggilo Tutto

da ALTRE INQUISIZIONI di Jorge Luis Borges

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