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venerdì 26 gennaio 2018

INTERVISTA A WAU HOLLAND di Chaos Computer Club, Amburgo 1990

Nel 1981 ci fu a Berlino un incontro di diverse persone nelle sale di un giornale "Die Tageszeitung". Fu li che si incominciò a parlare delle possibilità del computer e devo dire che ne uscimmo entusiasti.. Ad esempio si vide che c'era la possibilità di riuscire a determinare con esattezza il consumo di energia elettrica di una città come Berlino oppure fare un censimento delle case sfitte e distribuire questi dati al movimento delle occupazioni. In sostanza si capì che chi ha il potere in questa società trae parte di questo potere dall'elaborazione dei dati e che non solo la polizia o il potere potevano utilizzare le banche dati ma che anche noi potevamo farlo. Su Wikipedia

da CYBERPUNK Antologia di AA VV





martedì 23 gennaio 2018

L'IDROLITINA di Francesco Guccini

In uno degli ineffabili esempi di pubblicità che potremmo definire preindustriali, un oste discorreva col proprio vino in trofette poetiche che, imparate da bambino, sono rimaste indelebili nella mia memoria (e non solo nella mia) da allora. Faceva la poesiola

Diceva l’oste al vino,
tu mi diventi vecchio,
ti voglio maritare
con l’acqua del mio secchio!
rispose il vino all’oste,
fai le pubblicazioni!
Sposo l’Idrolitina
del Cavalier Gazzoni!


da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



lunedì 22 gennaio 2018

SE L'IMPUTATO E' D'ACCORDO CHI GARANTISCE IL TESTIMONE? di Umberto Eco

Scrivo questa Bustina mentre sono in viaggio fuori dall'Italia, e non sono aggiornato sullo sviluppo della polemica intorno alla ripresa televisiva dei processi. Ho fatto appena in tempo a leggere che a qualcuno è stato chiesto come mai reagisce ora che si processano uomini politici, mentre i processi vengono ripresi da gran tempo. Continua

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco



domenica 21 gennaio 2018

GLI ANIMALI FATATI E MOSTRUOSI di Dino Coltro

Le chiocce con Pulcini d'oro

L'arte orafa e la ceramica producevano, fino a non molto tempo fa, figure di Chiocce con Pulcini, sette o dodici, secondo le regioni, intenti a becchettare. Questa tradizione artigianale, si ispirava, a sua volta, a una più antica tradizione orale che raccontava di autentiche chiocce con pulcini, trasformate in oggetti d'oro per fatagione. L'origine di tutto questo, risale a una leggenda etrusca; si sa per certo che la chioccia dorata con dodici pulcini era il simbolo del sacerdote Lankme, oppure della dea Velthe e dei suoi dodici sacerdoti, i famosi Lucumoni che governavano le dodici tribù. La Leggenda di Porsenna

da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro



mercoledì 17 gennaio 2018

IL PITTORE di Dino Buzzati

-Nulla uguaglia, mi creda, la malafede dei mercanti d'arte- disse il vecchio celebre pittore.
-La macchinazione, per esempio, la congiura che da anni si va tramando ai danni miei. Come? Lei non sa? Lei non legge i giornali? Eh, cristiani, è una favola, ormai. Trovandosi tra le mani un certo numero di mie tele, cosa ti hanno escogitato per distogliere i collezionisti dalla mia nuova produzione? Continua

da SIAMO SPIACENTI DI di Dino Buzzati



lunedì 15 gennaio 2018

IL DRAGO di Dino Coltro

Da tempo, il Drago ha lasciato il regno della mitologia ed è entrato nella fiaba, conservando la sua sovranità su tutte le altre serpi. Dalla tradizione antica a oggi, è stato protagonista nelle saghe arcaiche, simbolo dell'araldica (confuso talvolta con l'Orco), segno religioso e alchemico; Demonio in opere letterarie, a cominciare dall'Apocalisse, fino alle gesta cavalleresche. Origini del Mito

da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro



venerdì 12 gennaio 2018

GLI ASSASSINII DELLA RUE MORGUE

Quale canzone cantassero le sirene,
o quale nome assumesse Achille
quando si nascose tra le donne,
per quanto problemi sconcertanti,
non sono al di là di ogni congettura.
Sir Thomas Browne, Hydriotaphia.

Le facoltà mentali che definiamo analitiche sono di per sé poco suscettibili di analisi. Le intendiamo a fondo unicamente nei loro effetti. Di esse sappiamo, tra l'altro, che per chi le possiede in misura straordinaria sono, sempre, fonte del più vivo godimento. Come l'uomo forte gode della propria prestanza fisica, dilettandosi di quegli esercizi che impegnano i suoi muscoli, così l'analista si compiace di quell'attività mentale che risolve. Trae piacere anche dalle occupazioni più banali, purché impegnino i suoi talenti. È appassionato di enigmi, di rebus, di geroglifici, facendo mostra nel risolverli di un acumen che a un'intelligenza comune appare soprannaturale. I risultati cui perviene, dedotti dall'anima stessa, dall'essenza del metodo, hanno, in verità, tutta l'aria dell'intuizione. La capacità di risolvere è probabilmente potenziata dallo studio della matematica e soprattutto del ramo più nobile di essa che impropriamente, e solo a causa delle sue operazioni a ritroso, è stato denominato analisi, quasi lo fosse par excellence. Eppure calcolare non è di per sé analizzare. Un giocatore di scacchi, ad esempio, calcola, senza ricorrere all'analisi. Continua

da RACCONTI DI ENIGMI di Edgar Allan Poe



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