Cookies Alert



Questo Blog Contiene Cookies anche di terze parti su cui non si ha possibilità di operare. Te lo diciamo solo per romperti i coglioni, tanto l'alternativa sarebbe disdire internet e tornare al 1993.

sabato 10 giugno 2017

CYBERPUNK di Sandrone

Possiamo definirla come la fantascienza radicale degli anni '90, una corrente che da pochi anni sta svecchiando e ribaltando gli schemi dell'ormai vetusta fantascienza classica, quella di Asimov, amata sopratutto da chi fantascienza non ne legge.
Di legami con il passato ce ne sono parecchi, perché la fantascienza radicale nei contenuti e nelle forme, è sempre esistita, magari in parallelo con quella convenzionale.
Negli anni Sessanta-Settanta l'esponente più di spicco fu senz'altro Philip K. Dick. i suoi libri più riusciti sono dei veri e propri trip. Continua

di Sandrone da CYBERPUNK ANTOLOGIA di Autori Vari



giovedì 8 giugno 2017

I VENEZIANI di Dino Coltro

La tradizione sostiene che, in tempi ormai dimenticati, Colui che non si deve nominare, cioé Satana, istituì una scuola dove insegnava le arti magiche. Accettava come scolari esclusivamente giovani di bell'aspetto e intelligenti, conosciuti con il nome di Scolari della Scuola nera. Nel Sud Italia sono conosciuti come Greci del Levante. Dopo sette anni di corso, erano in grado di esercitare la magia.
Su Wikipedia

da GNOMI, ANGUANE E BASILISCHI di Dino Coltro



mercoledì 7 giugno 2017

LE GRANITE di Francesco Guccini

Io le chiamavo granatine, ma credo che il nome italiano sia granita. Si tratta, come tutti sanno, di ghiaccio tritato con aggiunta di uno sciroppo di vario tipo.
Certo, esistono ancora, non sono cose perdute, anche se oggi sono confezionate in maniera meno artigianale di un tempo; non di questo però voglio parlare, ma di ricordi personali legati alle granatine, o anche, se vogliamo, alla grattachecca romana o alle gremolate, come le chiamano da qualche parte. La Grattachecca

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



martedì 6 giugno 2017

LA CASSA OBLUNGA di Edgar Allan Poe

Qualche anno fa mi reci da Charleston, Carolina del Sud, a New York, a bordo del bastimento Indipendence, comandato dal capitano Hardy. Si doveva far vela il quindici del mese ch'era giugno, tempo permettendo; e il quattordici montai a bordo per sistemare certe cose nella mia cabina.
Trovai che si sarebbe stati in molti a viaggiare, compreso un eccezionale numero di donne. Sulla lista dei passeggeri figuravano parecchi nomi nomi di mia conoscenza; e tra essi fui ben lieto di leggere quello di mister Cornelius Wyatt, un giovane artista col quale ero in stretti rapporti d'amicizia. Continua

da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe



sabato 3 giugno 2017

PALLE GIRATE E ALTRE STORIE di Michele D'Andrea

L'ALBERO DEGLI UNGHERESI
Il miracolo si ripeté ogni giorno, per diversi mesi. Alla luce livida dell'alba, il tronco mutilato di un gelso si stagliava contro il cielo del Carso, proprio sopra le rovine del paese di San Martino. Era rimasto l'unico elemento verticale di un paesaggio che le artiglierie avevano raso al suolo e, benché rinsecchito e danneggiato, quel pezzo di legno continuava incredibilmente a resistere alle cannonate.
Sull'albero degli Ungheresi

da PALLE GIRATE E ALTRE STORIE di Michele D'Andrea





domenica 28 maggio 2017

IL GATTO NERO di Edgar Allan Poe

Per il racconto stranissimo eppure casalingo che mi metto a stendere per iscritto, non mi aspetto né chiedo di essere creduto. Sarebbe pazzia pretenderlo trattandosi di un caso nel quale i miei sensi rifiutano di prestar fede a loro stessi. Eppure matto non sono; e certissimamente non sogno. Ma domani morirò e oggi vorrei liberarmi l'anima di questo peso. Il mio scopo immediato è di mettere davanti al mondo in maniera chiara, succinta senza commenti, una serie di semplici avvenimenti domestici che nelle loro conseguenze mi hanno terrificato, torturato, annientato. Continua

da RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe





lunedì 15 maggio 2017

COPPI, BARTALI E LA MAGLIA NERA di Francesco Guccini

Nel dopoguerra l'Italia viaggiava su una bicicletta. Non c'era ancora la motorizzazione odierna, le prime utilitarie arriveranno solo qualche anno dopo; al massimo (grande audacia e ingegno nell'idea di procedere senza dover pigiare sui pedali) si attaccava a una ruota della bici un piccolo motore, che dava l'illusione di stare su una moto, ma la maggior parte della gente pedalava; pedalava sì. Continua

da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...