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Con lei tra le braccia, tutta grondante sangue, mi infilai di corsa entro il recinto dell'ospedale passando da un cancello secondario ch'era semiaperto. Non so se ci fosse un custode, né se mi vide, né se mi gridò dietro. Nell'ansia che avevo di far presto non udii niente.
Molti padiglioni sorgevano nel vasto giardino. Sempre di corsa mi diressi al più vicino, salii la breve scalinata, fui nell'atrio. Passava un infermiere o qualcuno del genere, vestito d'un camice; e pareva avesse premura. Continua
Favoleggiato nei filò dei contadini e nei teatri cittadini, l'Ebreo errante incarna l'uomo che offendendo il Cristo, non trova pace né riposo, condannato a camminare tra le genti fino al giorno del Giudizio. Nessuno gli offre ospitalità; chi lo fa, viene colpito da sventura.
La figura originale è l'ebreo che sulla via del Calvario rifiutò al Cristo sfinito e sanguinante, di sostare un attimo davanti alla sua porta. Cambia nome secondo le regioni, Lou Zuiteran nelle valli Valdesi, Calzolaio errante in Tirolo, ma è sempre lui, un passo dopo l'altro, mai stanco e sempre stanco sulle strade del mondo. La Leggenda
Vathek, nono Califfo della stirpe degli Abbasidi, era figlio di Motassem, e nipote di Harun al-Rascid. Salito al trono nel fiore dell'età, le sue grandi doti facevano sperare ai sudditi un regno lungo e felice. Era d'aspetto avvenente e maestoso, ma, quando andava in collera, uno dei suoi occhi diventava così terribile che non si poteva sostenere lo sguardo, e lo sventurato sul quale quell'occhio si posava cadeva riverso e talvolta moriva all'istante. Sul Vathek di Beckford
Ma ce ne sono ancora di osterie?
Da qualche parte in Italia forse si: in Veneto, per esempio, o nella Venezia Giulia, dove ancora, a primavera, aprono, sul Carso, le osmiza, voce slovena che deriva da sem, "otto". Per otto giorni infatti si permette ai contadini di aprire le loro cantine e vendere i prodotti senza imposizione fiscale. Alla scoperta delle Osmize
da NUOVO DIZIONARIO DELLE COSE PERDUTE di Francesco Guccini
E così, eccomi di nuovo alla prese con i freak. Il mondo non smette mai di stupirmi
quando arriva a mettermi davanti alla porta di casa qualche scarto umano; costui, in
particolare, con una faccia simile a un bersaglio per freccette parecchio usato,
indossava un cappotto enorme e sudicio e guanti bianchi da giardiniere.
Era estate, al primo imbrunire, poche tracce di un tramonto arancione ancora sulle
cime degli alberi, e un tordo che cantava dal folto di una siepe di ligustro. Vivo in una
zona graziosa, un cambiamento di cui avevo bisogno dal mio precedente affitto in un
bilocale dalle finestre sbarrate con ubriachi decorativi sdraiati sui prati. Continua
di Wayne Wightman da MOSTRI DEL CIELO E DELLA TERRA di aa vv
Per lungo tempo la Morte Rossa aveva spopolato la contrada.
Mai s’era vista una pestilenza tanto orribile, tanto fatale! Il male si attaccava al sangue, e si manifestava in tutto il rosso orrore del sangue. Chiazze purpuree sulla pelle,sulla pelle del volto in ispecie, rendevan le vittime così ripugnanti che venivan fuggite da tutti,lasciate senza conforto né aiuto. Il manifestarsi del male e il suo progredire e risolversi erano in tutto questione d’una mezz’ora. Ma il principe Prospero restava ugualmente felice e dimostrava il proprio coraggio e la propria sagacia. Quando vide che le sue terre s’erano per metà spopolate convocò un migliaio circa dei suoi amici, tutti pieni di vita e di baldanza, scegliendoli tra cavalieri e dame della sua corte, e riparò con essi nel remoto rifugio d’una delle sue abbazie fortificate, ch’era edifizio vasto e magnifico, creazione sua personale, di stile eccentrico e nondimeno grandioso, cinto di spesse ed alte mura nelle quali si aprivano delle porte di ferro. Continua
Il 14 gennaio 1941 María Justina Rubio de
Jáuregui avrebbe compiuto cent'anni. Era l'unica
figlia di combattenti della guerra d'Indipendenza che
ancora non fosse morta.
Il colonnello Mariano Rubio, suo padre, fu quel
che senza irriverenza si potrebbe definire un padre
della patria minore. Nato nella parrocchia della
Merced, figlio di proprietari terrieri della provincia,
venne promosso alfiere nell'esercito delle Ande,
combatté a Chacabuco, nella disfatta di Cancha
Rayada, a Maipú e, due anni dopo, ad Arequipa. Si
narra che la vigilia di questa impresa lui e José de
Olavarría si scambiarono le spade. Continua