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lunedì 14 marzo 2016

EPPURE BATTONO ALLA PORTA di Dino Buzzati

La signora Maria Gron entrò nella sala al pianterreno della villa col cestino del lavoro. Diede uno sguardo attorno, per constatare che tutto procedesse secondo le norme familiari, depose il cestino su un tavolo, si avvicinò a un vaso pieno di rose, annusando gentilmente. Nella sala c'erano suo marito Stefano, il figlio Federico detto Fedri, entrambi seduti al caminetto, la figlia Giorgina che leggeva, il vecchio amico di casa Eugenio Martora, medico, intento a fumare un sigaro. Una recensione

da LA BOUTIQUE DEL MISTERO di Dino Buzzati




domenica 13 marzo 2016

LA SIGNORA DEGLI SCARAFAGGI

Marcia Kenwell aveva un orrore profondo per gli scarafaggi. Era un orrore del tutto diverso da quel che provava, per esempio, per il color rosso bruno. Detestava quelle piccole creature. Non poteva vederne una senza sentire la voglia di urlare. La sua repulsione era tale che non sopportava nemmeno l'idea di schiacciarle sotto la suola delle scarpe. No, sarebbe stato troppo disgustoso. Si precipitava, invece, a prendere la bomboletta di insetticida spray e inondava di veleno la bestiola finché non si muoveva più, oppure scompariva in una di quelle fessure dove apparentemente vivono gli scarafaggi.
Una Biografia

da LA SIGNORA DEGLI SCARAFAGGI di Thomas Michael Disch




sabato 12 marzo 2016

VILLABARTOLOMEA, CASTAGNARO, TERRAZZO

Cenni storici biografici
La presente piccola monografia comprende quella zona della "Bassa" situata proprio all'estremo limite del veronese, confinante con le province di Padova e di Rovigo.
Sono descritti i territori di Villabartolomea, Castagnaro, Terrazzo (e le loro valli) che assieme con altri dodici comuni sono incorporati nel mandamento di Legnago: tutto un territorio abitato sin dalla remota antichità. Sito Unpli

da VILLABARTOLOMEA, CASTAGNARO, TERRAZZO di Ernesto Berro




giovedì 10 marzo 2016

NON SCAVATEMI LA FOSSA

Il rintocco del mio battente all'antica che risuonava stranamente in tutta la casa mi destò da un sonno inquieto e pieno di incubi. Guardai fuori dalla finestra. Nella tenue luce della luna calante il pallido viso del mio amico John Conrad mi stava fissando.
"Kirowan, posso salire?"
La sua voce era rotta e tesa.
"Certamente!"
Scesi dal letto e indossai una vestaglia, mentre lo sentivo entrare dalla porta d'ingresso e salire le scale.
Un attimo dopo era di fronte a me, e alla luce della lampada che avevo acceso, vidi che le mani gli tremavano e notai l'innaturale pallore del suo viso. Il Giorno Del Giudizio

da IL CICLO DI CTHULHU di Robert Ervin Howard




martedì 8 marzo 2016

DE MAURO, SEI PAZZO!

Caro Tullio De Mauro, permettimi da collega a collega di dirti con franchezza che sei un imprudente e uno sconsiderato. un professore dell'Università di Canterbury pubblica una sintesi di varie indagini condotte in trentun paesi su quanto leggano gli studenti. Che cosa ne conclude? Francamente, mi pare, quello che tu e io e chiunque altro potrebbe sapere benissimo calcolando il numero dei libri pubblicati e venduti nel mondo, e andando a vedere chi circola in quelle librerie costruite per invogliare il pubblico a circolarvi, come la Feltrinelli in Italia, o il FNAC di Parigi, o certe immense Rinascenti del libro in Germania. Le Ultime Bustine

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco




lunedì 7 marzo 2016

TLÖN, UQBAR, ORBIS TERTIUM

1
Devo la scoperta di Uqbar alla congiunzione di uno specchio e di un'enciclopedia. Lo specchio inquietava il fondo di un corridoio in una villa di via Ganoa, a Ramos Mejia; l'enciclopedia s'intitola ingannevolmente The Anglo-American Cyclopaedia (New York 1917), ed è una ristampa più o meno letterale che noiosa dell'Encyclopaedia Britannica del 1902. Il fatto accadde un cinque anni fa. Bioy Casares, che quella sera aveva cenato con me, stava parlando d'un suo progetto di romanzo in prima persona, in cui il narratore, omettendo o deformando alcuni fatti, sarebbe incorso in varie contraddizioni: che avrebbero permesso ai lettori -a pochissimi lettori- di indovinare una realtà atroce o banale. Continua

da FINZIONI di Jorge Luis Borges



domenica 6 marzo 2016

STARE INSIEME PER PREGARE. OPPURE PREGARE PER STARE INSIEME

Ci sono delle lingue dove l'ordine delle parole conta moltissimo, e l'italiano è una di queste. Infatti c'è una bella differenza tra dire "Hannibal divora la fanciulla" o "la fanciulla divora Hannibal", e non solo dal punto di vista della lingua ma anche di colui, tra Hannibal o la fanciulla, che si trova collocato alla fine della frase. Continua

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco




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