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giovedì 9 aprile 2015

UN RETTILE SOGNATO DA C.S. LEWIS

...Lenta, incerta, con movimenti inumani, una forma umana, rossastra nella vampa, spuntò dall'orificio nella caverna.  Era l'inumano, appunto; trascinando la gamba rotta, e con la mandibila inferiore pendente come quella d'un cadavere si mise in piedi. L'Antispecismo

da MANUALE DI ZOOLOGIA FANTASTICA di Jorge Luis Borges

venerdì 3 aprile 2015

CAPIRE LA CRONOLOGIA

Nelle scorse settimane è ricominciata una polemica che ormai mi pare stagionale: era vero che anche molti esponenti della sinistra del dopoguerra erano stati fascisti? La polemica serebbe in sé sterile, perché la risposta sarebbe semplicemente, sì, e lì la faccenda finisce. Leggilo Tutto

da LA BUSTINA DI MINERVA di Umberto Eco


giovedì 2 aprile 2015

LA CASA VUOTA

Mentre dall’alto di una cupa torre
nella città, la Morte guarda in basso

Edgar Allan Poe

Hansen era steso sul letto e russava, mentre io camminavo inquieto avanti e indietro. Un altro giorno era passato, e i lampioni brillavano nella nebbia. La loro luce mi faceva un effetto strano. Sembrava investire il mio cervello, come solide onde di energia. La Vita Militare

da IL CICLO DI FACCIA DI TESCHIO di Robert Ervin Howard

mercoledì 1 aprile 2015

HUNGER GAMES IL CANTO DELLA RIVOLTA

Mi guardo le scarpe e osservo il sottile strato di cenere che si deposita sulla pelle logora. Qui è dove c'era il letto che dividevo con mia sorella Prim. Laggiù c'era il tavolo di cucina. I mattoni del camino, crollati in un mucchio carbonizzato, fanno da punto di riferimento per il resto della casa. Come potrei orientarmi altrimenti, in questo mare grigio?
Non rimane quasi nulla del Distretto 12. Un mese fa, le bombe incendiarie di Capitol City hanno distrutto le misere casupole dei minatori di carbone del Giacimento, i negozi della città, persino il Palazzo di Giustizia. Continua

da HUNGER GAMES IL CANTO DELLA RIVOLTA di Suzanne Collins


martedì 31 marzo 2015

UNA QUESTIONE DI RAZZA

Jack Cage discendeva lentamente la vecchia strada. Il suo cappello dalla tesa larga e dalla grossa cupola lo proteggeva dai caldi raggi del sole di tarda primavera. All'ombra amica del copricapo, i suoi occhi castani non perdevano mai di vista le foreste che si stendevano su entrambi i lati della strada. La sua mano sinistra impugnava un arco di legno. La faretra era piena di frecce. Una guaina di cuoio conteneva una scimitarra, sul fianco sinistro; dalla parte destra dell'ampia cintura pendeva una borsa. La Trama

da UNA QUESTIONE DI RAZZA di Philip José Farmer


sabato 28 marzo 2015

CRESCENDO

La signorina Annie Motleri udì battere alla porta e andò ad aprire. Era il notaio dottor Alberto Fassi, vecchio amico. Lei notò che il suo soprabito era tutto bagnato, segno che fuori pioveva. Disse:-Oh, che piacere, caro dottor Fassi. Si accomodi, si accomodi-. Lui sorridendo entrò e tese la mano. Continua

da LE NOTTI DIFFICILI di Dino Buzzati


venerdì 27 marzo 2015

OPAR LA CITTA' IMMORTALE

Opar, la città del massiccio granito e delle delicate gemme, tremò e si fece confusa alla vista. Solida con le sue grandi mura di pietra, le svettanti snelle torri, le cupole dorate e i suoi ottocentosessantasette anni di storia, ondeggiò, si piegò, si dissolse. E poi non ci fu più, come se mai fosse esistita.
Hadon deglutì, e si asciugò le lacrime.
L'ultima sua visione della gloriosa Opar era stata come un sogno che morisse nella mente d' un dio.
Io Tarzan Tu Farmer

da OPAR LA CITTA' IMMORTALE di Philip José Farmer


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