Io, Andy, ho vissuto sempre metà ranocchio e metà principe azzurro. Da giovane mi sono trasferito in Italia, ma ero americano e non parlavo affatto la lingua italiana. Uno dei primi incidenti me lo provocò la mia passione per il miele. Entrai dal droghiere e, non sapendo neanche una parola d'italiano, ripetei quella che mi sembrava più simile a miele.
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sabato 4 agosto 2012
venerdì 3 agosto 2012
L'EDONISMO REAGANIANO
Forse il punto di svolta è il 1971. Quando Raffaella Carrà, sull'uscio del nuovo decennio, ha compreso che nel cosmo non c'è nulla, che siamo soli, che i problemi della terra vanno risolti qui, che l'ideologia è una ifgura retorica come la religione. Che non resta che l'edonismo. E' incominciata, allora, un'epoca "calda", estetica, a tutti i livelli, dalle relazioni internazionali a quelle interpersonali.
Roberto d'Agostino da QUELLI DELLA NOTTE di AAVV L'edonismo Reaganiano
Roberto d'Agostino da QUELLI DELLA NOTTE di AAVV L'edonismo Reaganiano
giovedì 2 agosto 2012
I BORGHESI CHE VANNO A SAN PIETRO IN ROMA
Nei borghi che vanno a finire alla gran chiesa, ci son sere straordinarie. In una luce rossastra, di torce a vento, alle finestre di certe casupole che sembrano scampate all'incendio, sono esposti drappi rossi e mantelli di cardinale; da queste finestre spuntano teste di vecchie sdentate, con la bazza appoggiata sul davanzale, che sembrano teste di tartarughe, e non arriva a capire come facciano, queste vecchie del diavolo, a stare affacciate soltanto con la testa; forse sono nane, o mutilate delle gambe, o stanno in ginocchio; spiano il selciato, ecco tutto quello che fanno.
LA STRADA SPODESTATA
In questa via circolano passanti sconosciuti al resto della cittadinanza; strani vecchi che ancora usano riunirsi la sera attorno alle tavole di grandi e luminosi e squallidi caffè, nei quali vanno e vengono a soavi passettini, portando stecche di giornali, ottuagenari camerieri dai piedi dolci; caffè di battesimi, di matrimoni e di sacerdoti; caffè di servizi a domicilio per rinfreschi; pensionati, uomini che portano a spasso un cane, frequentatori del Circolo della Stampa, colonnelli in ritiro coi baffi aguzzi, senatori col pizzetto, giocatori di bigliardo, lettori dell'Osservatore Romano, famiglie che vanno a prendere il fresco intorno alle fontane; cappotti di mezza stagione, mezze tube, mezzi guanti.
mercoledì 1 agosto 2012
ANTOLOGIA DI PEDALO' RIVER
Il falegname Sanzio
Da bambino andavo sempre a giocare da un falegname, Sanzio, che aveva una pazienza da San Giuseppe. Mi diceva di andare a prendere l'acqua nella fontanella, subito fuori la "Mura". La "Mura", cioè le mura di Cesena, sono proprio dietro a casa mia e Sanzio aveva il negozio quasi sulla "Mura, in quel corridoio dove una volta ci passavano le guardie.
Maurizio Ferrini da QUELLI DELLA NOTTE di aa vv Ferrini su Wikipedia
Da bambino andavo sempre a giocare da un falegname, Sanzio, che aveva una pazienza da San Giuseppe. Mi diceva di andare a prendere l'acqua nella fontanella, subito fuori la "Mura". La "Mura", cioè le mura di Cesena, sono proprio dietro a casa mia e Sanzio aveva il negozio quasi sulla "Mura, in quel corridoio dove una volta ci passavano le guardie.
Maurizio Ferrini da QUELLI DELLA NOTTE di aa vv Ferrini su Wikipedia
martedì 31 luglio 2012
SFORTUNA
Una volta si racconta che c'era sette figlie tutte femmine, figlie d'un Re e d'una Regina. Venne una guerra al padre; perdette, gli levarono il trono e fu preso prigioniero. Prigioniero il Re, la famiglia traversò tempi brutti: la Regina per risparmiare lasciò il palazzo; si ridussero in una casupola; tutto andava a rovescio; trovavano da mangiare per miracolo.
da FIABE ITALIANE di Italo Calvino Calvino e la botanica
da FIABE ITALIANE di Italo Calvino Calvino e la botanica
lunedì 30 luglio 2012
CITTA' CON COMODO DI FIUME
Le città con un fiume, per chi vuol farla finita, sono una gran tentazione. Questa morte che passa di continuo lungo le strade, e sembra dire:-Venite, vi porto io al riposo- traversa i quartieri signorili e quelli popolari. Offre a tutti i suoi servigi. Passa nei rioni affollati, vede il disperato e, di nascosto a tutti dice:
-Ti aspetto lontano, dove non ci sarà nessuno che ci veda. Vieni a raggiungermi.-
da CANTILENA ALL'ANGOLO DELLA STRADA di Achille Campanile. Un viaggio a Belgrado
-Ti aspetto lontano, dove non ci sarà nessuno che ci veda. Vieni a raggiungermi.-
da CANTILENA ALL'ANGOLO DELLA STRADA di Achille Campanile. Un viaggio a Belgrado
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